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Coronavirus: lezioni in video-streaming per scuole ed aziende con la piattaforma DEVIED

12 marzo 2020 ore 12:04

Riceviamo e diffondiamo il comunicato stampa sulla lodevole iniziativa di Devied, la piattaforma di telelavoro e formazione a distanza. In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, Roberto e Raffaele, i soci fondatori di questa giovane realtà, mettono a disposizione lezioni gratuite in video-streaming per facilitare la didattica a distanza per enti pubblici e privati.

A tutta la Comunità PIN, mobilitatevi! Siamo qui a diffondere tutte le vostre belle iniziative per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso. Forza #andràtuttobene!

COMUNICATO STAMPA

Coronavirus: lezioni in video-streaming per scuole ed aziende con la piattaforma DEVIED

Gratuiti per enti pubblici e privati i servizi della startup leccese che facilitano didattica sul web

È disponibile gratuitamente per le scuole di ogni ordine e grado e tutti agli enti di formazione la piattaforma digitale DEVIED, che permette di effettuare lezioni in video-streaming condivise con un numero elevato di utenti collegati ad un’aula virtuale, quindi in piena sicurezza da casa grazie al proprio personal computer e alla rete internet.

Se già con lo scorso Dpcm del 4 marzo 2020 sono state sospese tutte le attività didattiche di scuole, università ed enti, manifestazioni e gite scolastiche, (suggerendo ove possibile la didattica e-learning), a partire da ieri l’Italia resta ancor più “ferma” e attenta a rispettare le urgenti misure di contenimento del contagio del Coronavirus. Mai come in questo periodo web e social network diventano una risorsa preziosa che accomuna alunni, docenti e dirigenti per non rallentare i piani di studio e dimostrare un’Italia che resiste e che collabora.

È con sentimento partecipativo e collaborazione solidale che l’azienda leccese Devied condivide gratuitamente la propria piattaforma di streaming per la formazione a distanza, obbligatoria e professionalizzante, grazie al rilascio di un dominio che permetterà di creare classi virtuali capaci di accogliere fino a 100 studenti, condividere schermi real time e svolgere la propria lezione senza barriere. La sua predisposizione infatti garantisce sessioni più performanti e durature in termini di prestazioni del server e funzionalità interne.

Devied Srls è una startup innovativa vincitrice del Bando PIN – Pugliesi Innovativi, delle Politiche Giovanili della Regione Puglia, nata nel 2018 dall’idea di due sviluppatori leccesi Roberto Vergallo e Raffaele Vizzi, di offrire una piattaforma per web developers che eroga servizi di consulenza e formazione a pagamento attraverso sessioni live di video e chat.

Indubbiamente l’attuale situazione di emergenza che stiamo vivendo a causa del Covid-19 in Italia e nelle altre parti del mondo ha messo a dura prova la nostra quotidianità. Adottare soluzioni innovative ed efficaci di supporto alla comunità, come nel caso di Devied, diventa fondamentale per affrontare le difficoltà con buon senso e coscienza, dando forma concreta al bellissimo messaggio del Presidente della Regione #laPuglianonsiferma.

Per info: https://devied.com

Contatti: +39 3288376769

info@devied.com

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L’evento sul biomonitoraggio delle api nel racconto “di pancia” di DontBEEScared

11 marzo 2020 ore 16:19

E continuiamo a raccontare, tramite la penna dei protagonisti, le esperienze straordinarie della Comunità PIN.

Si ferma quasi tutto in questi giorni, ma non l’entusiasmo delle giovani realtà, come dimostra il racconto che incolliamo di seguito a cura dei ragazzi di DontBEEScared, l’unione di tre apicoltori che propongono visite guidate e giochi di ruolo in un apiario didattico.

I tre ci parlano della loro partecipazione ad un evento organizzato dal Conapi, il Consorzio Apicoltori Italiani, a Bologna e… non solo! Dal biomonitoraggio alle disavventure di viaggio, vi lasciamo a questa avvincente storia e vi invitiamo a inviarci sempre più racconti!

Il 19 febbraio 2020 abbiamo partecipato ad un evento organizzato dal Conapi – Consorzio apicoltori italiani – presso FICO – Eataly world, a Bologna. L’evento consisteva nella presentazione dei risultati di tre anni di biomonitoraggio ambientale con le api.

Ma perchè fare un biomonitoraggio con le api? Perchè le api sono tante, piccole e molto sensibili. Volano tutto il giorno e lo fanno in un raggio di 1.5 km circa intorno all’alveare. Entrano dentro i fiori, raccolgono nettare e polline, prelevano acqua e propoli dall’ambiente. Tutto ciò che prendono lo portano dentro l’arnia che ospita l’alveare. Se analizzato, tutto ciò che prelevano dall’ambiente ci dà un’ immagine di come sta l’ambiente stesso.
E l’ambiente, lo sappiamo, non sta benissimo. Per il primo anno anche Bari è stata inclusa, insieme a Torino, Milano e Bologna tra le stazioni della ricerca e noi di DontBEEScared abbiamo contribuito con le nostre api di Japigia.

Funziona così. Si mettono delle gabbie underbasket ( dei telaini di legno con doppio filtro metallico ) davanti all’entrata dell’arnia. Le api portano fuori quelle morte, perchè sono animaletti puliti. Settimanalmente si contano il numero di api morte trovate dentro queste underbasket. Una per una. Segnate su un registro, si inviano i risultati al professore dell’università di Bologna che coordina la ricerca. Bè, tutto qua ? Contate api morte ? Non solo. Due volte l’anno si prelevano anche api vive e miele giovane e si manda ad analizzare in laboratorio.

Miele giovane ? Cioè ? Allora. Con calma. Le api prelevano il nettare dai fiori. Lo portano nell’arnia, se lo passano di ligula in ligula centinaia di volte arricchendolo di enzimi e così, sostanzialmente, lo trasformano in miele. Una volta miele il nettare viene messo dentro delle cellette ad asciugare e maturare. Confusi ? Curiosi ? Venite a partecipare ai nostri laboratori e ne saprete di più…

Analizzando dunque miele giovane ed api ( che nel frattempo, certo, muoiono… ) con macchinari sofisitcati si può capire se nell’ambiente c’è….ciò che si cerca ! In questo caso pesticidi ( circa 400 ) e dieci metalli pesanti .

Questa ricerca, per caratteristiche tecniche e di budget disponibile, ha carattere dimostrativo di come le api possano essere utili per monitorare l’ambiente grazie alla loro laboriosità e sensibilità. Se il macchinario da laboratorio utilizzato può trovare il valore minimo di glifosate, per esempio ( 0,01 )l’ape, se presente, lo intercetterà ed analizzandola, verrà fuori. La triste notizia è che il glifosate, celeberrimo erbicida, è stato trovato nelle api di tutte e quattro le postazioni. I metalli pesanti invece più riscontrati sono stati cromo, ferro, vanadio, nichel e rame.

Attenzione ! Questi risultati non vogliono dire che il miele destinato al consumo sia avvelenato o inquinato. Semplicemente questa ricerca non va in quella direzione, dunque non risponde né affermativamente né negativamente a questa eventuale domanda che potreste porvi.

Anche il miele analizzato è definito precisamente nettare-miele, cioè miele appena importato dentro l’alveare e non destinato all’alimentazione. L’obiettivo è dunque quello di dimostrare come le api possano essere efficaci cartine di tornasole della situazione ambientale e di come potrebbero essere utili, oltre che per tutto ciò che già fanno per noi per l’ecosistema, anche come ‘antenne’ della situazione ambientale.

Prima della lettura dei risultati, ci sono stati alcuni interventi di entomologi, ricercatori, giardinieri professionisti su come “coltivare nelle città il benessere di tutti”. Livelli altissimi di aulicità accademica. Poi ad una certa, hanno chiamato me, che con i miei soci facciamo vedere le api dal vivo ad adulti e bambini. Vado su con la mia presentazione power point stile ‘vacanza in Brasile’ e mostro ciò che facciamo.

La gente comincia a sorridere, rilassa gli zigomi e le mani, che quando parla un entomologo o un prof universitario devono stare composte, ed alla fine, scattano gli applausi e la gente, finita la presentazione, ci viene a cercare per conoscerci. A noi più che agli entomologi.

Raccogliamo bigliettini da visita e strette di mano, ci fumiamo una sigaretta e andiamo a mangiare con gli altri relatori. Da buoni pugliesi arriviamo venti minuti dopo e pretendiamo le nostre olive ascolane; dopo due primi un dolce, la lamentela per l’assenza del secondo e tre bicchieri di vino ci prendiamo le biciclette del FICO ed iniziamo a girare il posto. Enorme, spazioso, priapisticamente strutturato. C’è tutto ciò che ci dev’essere in un posto progettato per avere tutto ciò che ci dev’essere.

Tristemente, irrimediabilmente vuoto nonostante un sacco di persone al suo interno. Scolaresche, congressisti, turisti, cittadini si sciolgono negli immensi spazi che ci circondano e sembra che non ci sia mai nessuno. Intorno a noi si susseguono laboratori alimentari, stand gastronomici, cibo come se non ci fosse un domani, luci di ogni forma ed intensità. Un posto che non si può definire brutto, ma che definire bello non ci riesce proprio. Pedaliamo su bici a tre ruote stile gunnies, ci fanno assaggiare solo del cioccolato e ci dirigiamo fuori, per vedere gli spazi esterni. Si perchè ci sono pure gli spazi esterni. Spazi a tratti stretti per delle bici a tre ruote, uno in particolare.

Non si deve passar di li. Non si può. Ci passo lo stesso, poi mi giro e dico a N. che sta sopraggiungendo “se sei un uomo passi senza frenare!” ( siamo gente matura… ). Lui lo fa ma non passa e si schianta contro un palo sulla sinistra. Ridiamo, ma poi il cestello anteriore, cade. M. sparisce nel nulla. Io e N. ci guardiamo e ci viene in mente il viso serio della hostess che poco prima ci aveva indicato la cifra da pagare in caso di danno alla bici. 1350 euro.
Decidiamo di andarcene; rubiamo una mela dalla muraglia di Melinda dell’ingresso e ci dirigiamo verso l’aeroporto.

In volo ho tutto il tempo di ripensare all’esperienza, alle persone interessanti, preparate, sagge, concrete che lavorano e lottano ogni giorno per un ambiente migliore e per delle città più salubri. Penso anche all’albergo a quattro stelle che ci ha ospitato ed al favo di miele per colazione, in realtà. In mano stringo un libro che parla di apicoltori, folli che ad un certo punto hanno deciso di abbandonare carriere ed uffici per andarsene in giro a farsi pungere a tutto spiano. Sentirci parte, a modo nostro, di questa realtà, ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Ci sembra vada tutto per il verso giusto, anche se siamo seduti su sedili distanti perchè non abbiamo voluto infierire sulle spese del Conapi con l’opzione “scegli il posto” di Ryanair.

Poi il pilota annuncia che a causa di un temporale su Bari dovremo “attendere un po’ in aria”. Una ragazza sviene, le persone si fan prendere dall’ansia. Dopo 40 minuti a volare in tondo arriva la decisione; si atterra a Brindisi. A terra salgono i medici, si portano la ragazza, ci fanno scendere alla chetichella, organizzano un pulman per Bari – aeroporto; io e N. ci dobbiamo accollare un taxi fino a casa. M. invece tutta allegra perchè lei è di Brindisi… dice che è il karma, dice.

Grazie Bologna, grazie Conapi, grazie bando PIN e grazie soprattutto alle api per tutto ciò che ci insegnano ogni giorno!

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Video Contest PostYourPost: Cammino del Salento è il vincitore e ci racconta come è andata!

05 marzo 2020 ore 12:47

Riceviamo e pubblichiamo il video vincitore del contest #PostYourPost, l’iniziativa di FederTerziario in collaborazione con la BTM 2020 per dare la possibilità alle aziende operanti del settore di avere maggiore visibilità. Le prime classificate sono le ragazze de Il Cammino del Salento che ci inviano questo racconto citando anche un altro progetto PIN salito sul podio al terzo posto: Fleet Save.

Ecco qui il bel racconto di pancia delle protagoniste e il filmato vincitore!

FederTerziario in collaborazione con BTM 2020 ha dato alle aziende operanti nel settore turistico la possibilità di farsi conoscere tramite il contest #PostYourSpot, realizzando un video promo della propria attività.

I primi tre concorrenti i cui video hanno totalizzato il punteggio maggiore sono stati premiati nel corso dell’evento “FederTerziario per il turismo: dai finanziamenti all’accesso al credito” in programma il 20 Febbraio a Lecce nel corso della manifestazione BTM 2020.

All’evento hanno partecipato ospiti istituzionali nazionali e locali, erano presenti Lorenza Bonaccorsi – Sottosegretario di Stato Ministero per i beni e le attività culturali, Loredana Capone – Assessore Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, Alessandro Franco – Segretario Generale FederTerziario, Luca Malcotti – Vice Segretario Generale UGL, Giuseppe Venneri – Presidente O.D.C.E.C. Lecce, Fabio Corvino – Presidente Fondazione Messapia, Maurizio Renna – Vice Presidente FederTerziario Credito, Giuseppe Mallardo – Presidente FederTerziario Turismo, Dante Amati – Responsabile Grandi Investimenti INVITALIA, Grazia D’Alonzo – Presidente CdA Puglia Sviluppo, Egidio Sangue – Direttore Fonditalia.

Con 3917 voti e 7618 visualizzazioni, il video del Cammino del Salento è risultato vincitore. Terzi sono arrivati i ragazzi di Fleet Save, anche loro vincitori PIN.

Il nostro video

Il Cammino del Salento si estende per 133 km da Lecce a Leuca, tra sentieri sterrati, vie di campagna e tratti costieri, un cammino da percorrere in qualsiasi stagione dell’anno, tra muretti a secco e pajare, grandiosi santuari e piccole cappelle, tradizioni e folklore.

Secondo Federica Miglietta, co-ideatrice del Cammino del Salento, il cammino è la metafora perfetta del fare impresa nel Sud. Per dirlo con le sue parole “è un percorso che abbraccia gente ricca di valori, colori, sapori e identità diverse. All’arrivo troverete una carica d’energia pazzesca. Quella che vi ha trasmesso il territorio al quale non ho saputo rinunciare. La mia sfida è far capire a tutti che bisogna ritrovare se stessi guardando alle proprie radici più profonde e riscoprendo il valore delle piccole cose, ma con uno sguardo sempre globale e interconnesso. Solo pensando e camminando per piccoli passi si può raggiungere una meta che non sapevamo nemmeno noi. Le difficoltà sono diventati i miei punti di forza. Un territorio sconosciuto a molti è diventato la scena, il disastro dei trasporti è un problema marginale per chi cammina e le donne che incontro ogni giorno sono la mia forza. La mia storia è quella di tante donne, fatta di passione e voglia di fare”.

Sul sito ufficiale www.camminodelsalento.it sono disponibili itinerari, alloggi, esperienze, tracciati e viaggi di gruppo organizzati. La guida del Cammino del Salento sarà pubblicata entro il 2020.

 

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Attivare la Comunità: il racconto di Portierato SPPLIT

22 gennaio 2020 ore 15:10

Torniamo a condividere i racconti in prima persona della Comunità PIN!

Riprendiamo con Portierato di comunità SPPLIT che con l’anno nuovo ha voluto parlarci delle iniziative svolte a Putignano (BA) nel novembre 2019 e i progetti per febbraio. Scopriamo come è andata dalla penna dei protagonisti e prendete spunto: anche i vostri racconti saranno pubblicati su questo blog!

Due primi appuntamenti, tenutisi nei giorni 9 e 23 novembre 2019, coordinati da Pasquale Bonasora, mentore dell’associazione e consigliere nazionale di “Labsus Laboratorio per la sussidiarietà”, hanno segnato l’avvio del processo di attivazione della comunità e in particolare degli abitanti del quartiere San Pietro Piturno a Putignano, dove si concentrerà la maggior parte della nostra azione.

Il primo incontro è stato più che altro conoscitivo tanto che si è svolto in modo molto informale, gustando caffè, tisane e dolci fatti in casa. Sono stati ripresi i punti principali del progetto, è stato ripresentato il team del portierato, è stato presentato il percorso che,  di lì a poco, avrebbe coinvolto i cittadini e in primis gli abitanti del quartiere.

Già in questo primo incontro è stato possibile abbozzare insieme ai partecipanti i primi servizi di supporto alla quotidianità, dando la priorità a quelli  ritenuti prioritari per gli abitanti del quartiere.

In occasione del secondo incontro del 23 novembre sono stati definiti meglio i meccanismi di funzionamento dei servizi individuati, ne sono state valutate le criticità e le modalità di gestione.

La sperimentazione partirà a febbraio 2020 con i seguenti servizi:

  1. Car pooling San Pietro P. – Putignano – San Pietro P.;
  2. Spesa a domicilio con l’obiettivo di creare in un momento successivo un emporio di comunità;
  3. Emporio Fai da Noi ‘Rjuso Collettivo!’ (supporto alla povertà abitativa tramite prestito gratuito di attrezzi e materiali per il bricolage).

Uno degli obiettivi del progetto di portierato era anche quella di riqualificare e abbellire il quartiere con piccole iniezioni di “bellezza”, limitatamente alle proprie possibilità e disponibilità. Sebbene il Natale fosse vicinissimo, ci si è attivati per fare qualcosa con il quartiere e per il quartiere. E il risultato è stato tra i più belli che mai avremmo immaginato. In pochi giorni sono stati organizzati, riscuotendo peraltro anche grande successo e apprezzamento, tre  importanti momenti vissuti con la comunità:

  • il 12 dicembre si è tenuto il primo vero falò di S. Lucia a San Pietro P., come vuole la tradizione a Putignano,
  • il 13 un laboratorio di riciclo creativo per realizzazione di addobbi natalizi da allestire nella piazza principale del quartiere,
  • il 14 il decoro della piazza tramite luci natalizie, addobbi realizzati e pitturazioni delle panchine con frasi in dialetto barese.

Un periodo carico di lavoro, emozioni e gratificazione che ha posto le basi dell’operato che questo nuovo anno porterà!

Il portierato da mesi cercava casa e vista l’impossibilità dell’amministrazione locale di disporre e destinare al portierato locali idonei ad ospitarlo, di comune accordo con i partecipanti agli incontri, è stato deciso di dare casa ai portieri in una casetta di legno, che verrà ubicata in un’area ritenuta idonea per tale scopo, all’interno dell’area parco giochi del quartiere. Essa fungerà da front office del portierato nonché punto di riferimento nel quartiere.

Ci aspettano ancora tante nuove sfide che accoglieremo con fiducia!

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