Mol e pesc

Il gioco da tavolo nei dialetti locali
  • Problema Il dialetto come risorsa culturale sotto-valorizzata
  • Soluzione Creatività + vernacolo + gamification = marketing territoriale

Armati di “Mol e pesc” (maleppeggio), ci siamo addentrati tra boschi, miti e leggende, provando a creare un gioco da tavolo dai 6 ai 99 anni. Per farlo, siamo tornati indietro nel tempo, giocando con la lingua dei nostri avi. Trascinati dalla fantasia abbiamo reso il dialetto uno strumento “ludico-didattico” di svago e socializzazione, volto a stimolare il contatto intergenerazionale, la riscoperta di antiche tradizioni ed a tramandare e promuovere risorse culturali ed etno-identitarie radicate nel folklore locale.

“Mol e pesc”: un utensile usato per dare forma a qualcosa di nuovo, per sagomare orizzonti da scoprire, per distruggere e ricostruire, come l’anima del nostro gioco. Ma non finisce qui: la nostra proposta si pone come punto di partenza per l’avvio di un laboratorio di co-progettazione di prodotti di ingegno indirizzati alla trasformazione di lingue ed usi e costumi autoctoni in elementi di attrazione turistica.

Gamification e vernacolo si fanno portavoce di strategie di marketing territoriale partecipate, in un viaggio tra passato, presente e futuro, nella storia e nelle peculiarità inesplorate della nostra amata Murgia.

Timeline

  • settembre 2021

    Avvio del progetto

  • ottobre 2021
  • novembre 2021
  • dicembre 2021
  • Post Instagram di giovedì 1 alle 00:00 (#2757564138961670602_49135386713) Post Instagram di giovedì 1 alle 00:00 (#2753360315133871606_49135386713)
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    gennaio 2022

    🌺 𝐃𝐢 𝐨𝐫𝐜𝐡𝐢𝐝𝐞𝐞 𝐞 𝐟𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢 “Sso menìnne e sso fiīur, sso granne e sso delìure” Alto quanto un bambino di tre-quattro anni, si muove silenziosamente e, se quel giorno è capriccioso, ti fa uno scherzetto, altrimenti ti porta fortuna. C’è chi lo descrive come un dispettoso folletto della casa, chi racconta di essersi svegliato nel cuore della notte terrorizzato, scoprendolo seduto sul proprio petto. “Scazzamrridd” ad Andria, “Schezzamurid” a Barletta, “Lauriddhi” in Salento, solo per citare alcuni dei suoi nomi. Nel dialetto di Bari, con le parole “scazzamerrìedde” e “scazzamerrìgghie” si suole indicare ragazzini rumorosi e fastidiosi, mentre a Ruvo di Puglia il famoso Lessico Rubastino-Italiano di Bartolo di Terlizzi (1930), rimanda alla natura turbolenta dello “scazzamerridde", traducendolo come ‘mulinello, turbine, remolino’. Oggi questi folletti sembrano scomparsi, riposti nei diari, scappati lontano, in terre dimenticate tra sogno e realtà. Forse sono ancora vivi nei ricordi di qualche nonnina, forse vivono ancora intorno a noi, nascondendosi in atavici timori o sugli steli dell’Orchis Italica, diffuse in tutto il territorio mediterraneo, alla pari di queste leggende. Come i folletti antichi, sono difficili da scovare e, forse, qualcuno vi passa davanti pensando siano solo dei fiori rosa-porpora. Ma la verità è che sono una specie a rischio di estinzione, proprio come le storie di folletti e gnomi che animavano i racconti dei nostri avi… 📸 Ph: @ramentic.raf #puglia #apulia #murgia #murge #altamurgia #parconazionalealtamurgia #salento #vivopuglia #pugliadascoprire #pugliamia #puglialove #weareinpuglia #visitpuglia #igerspuglia #bestpugliapics #pareidoliapic #pareidoliaart #dialetto #dialect #orchis #orchids #flower #flowers #folletti #elf #storytime #storytelling #pingiovani #pinpuglia #staffpin

    @rubusintabula, domenica 23 alle 14:14

    “Nel dialetto non si sceglie − si è immediati, si parla d'istinto. In lingua si crea.” (Cesare Pavese) 🤓 3 grandi gruppi dialettali 😎 16 sottogruppi linguistici 🤗 257 distinte parlate locali 😍 5 lingue minoritarie! Una preziosa risorsa identitaria per la nostra amata Puglia, da tutelare, da tramandare e da valorizzare. Buona giornata nazionale dei dialetti e delle lingue locali! Fonte: https://bit.ly/dialetti_puglia #puglia #apulia #dialetto #dialetti #dialect #languages #daunia #grecanico #griko #apuli #taranto #salento #bari #arbereshe #vivopuglia #pugliadascoprire #pugliamia #puglialove #weareinpuglia #visitpuglia #bestpugliapics #igerspuglia #yallerspuglia #pingiovani #pinpuglia #staffpin #storytime #storytelling #giornatanazionaledeldialetto #salvalatualingualocale

    @rubusintabula, lunedì 17 alle 19:02
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    febbraio 2022

    🎩 𝐏𝐢𝐫𝐢𝐩𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 - 𝐈𝐥 𝐂𝐡𝐚𝐫𝐥𝐢𝐞 𝐂𝐡𝐚𝐩𝐥𝐢𝐧 𝐩𝐮𝐠𝐥𝐢𝐞𝐬𝐞 (𝐁𝐚𝐫𝐥𝐞𝐭𝐭𝐚, 𝟏𝟗𝟎𝟕- 𝐁𝐢𝐭𝐨𝐧𝐭𝐨, 𝟏𝟗𝟖𝟎) Sentite anche voi le bacchette che percuotono febbricitanti sul tamburo e la fisarmonica che emette note turbinanti? È arrivato Piripicchio! Accorrono tutti, uomini e donne, ricchi e poveri, grandi e piccini, con grande gioia soprattutto di questi ultimi. Michele Genovese è arrivato in città e una piccola folla si è già assiepata attorno a lui. Tutti stan già ridendo, mentre i musicisti di accompagnamento suonano le prime composizioni e lui si esibisce muovendosi in maniera eccentrica, mimando le espressioni più buffe possibili e facendo ondeggiare la bombetta senza l’ausilio delle mani, mentre il suo bastone di bambù vortica sopra le teste degli astanti. Baffetti alla Charlot, frac e un garofano rosso all’occhiello completano il suo armamentario e lo trasformano in una figura inconfondibile e nota a tutti. Gli intermezzi musicali si alternano alle scenette, alle battute mordaci o maliziose (anche spinte) agli scherzi, alle barzellette, ai gesti spesso sfacciati. E a spettacolo finito, Piripicchio dovrà darsi un bel daffare per liberarsi dei bambini che lo inseguiranno per le viuzze mentre si dirige verso la prossima città, dove è in corso la festa patronale. Ispirato a grandi maschere come Totò e Charlie Chaplin, Piripicchio era un artista che si esibiva per strade e piazze delle cittadine pugliesi, solitamente di pomeriggio, ricevendo in cambio qualche spicciolo. Attivo tra il secondo dopoguerra e la fine degli anni ‘70, la sua figura è stata rivalutata soltanto dopo la sua scomparsa. “Era un bel giorno di maggio, il sole coceva coceva, il fringuello diceva diceva…” cantava Piripicchio. E continua a farlo nei nostri cuori e nei nostri ricordi. #puglia #apulia #murgia #murge #altamurgia #vivopuglia #pugliadascoprire #pugliamia #puglialove #weareinpuglia #visitpuglia #igerspuglia #yallerspuglia #volgopuglia #pugliesita #instalike #teatrodistrada #artistadistrada #artistidistrada #artistidistradapuglia #artistipugliesi #busker #piripicchio #barletta #bitonto #bari #mimo #mime #storytime #pingiovani

    @rubusintabula, sabato 12 alle 14:12

    🏛️ “𝐀 𝐭𝐨𝐮𝐜𝐡 𝐨𝐟 𝐉𝐚𝐭𝐭𝐚” - 𝐈𝐥 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐉𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐭𝐮𝐚 Lo sapevi che è possibile visitare la collezione del #museojatta comodamente da casa? L’app “A touch of Jatta” ti fa vivere un’esperienza virtuale ravvicinata con alcuni dei più importanti reperti custoditi nel Museo. Puoi ruotare, ingrandire, osservare a 360° e ascoltare la storia (!) de: 🏺 Il cratere di Talos 🏺 Il cratere dei Niobidi 🏺 L’anfora di Eracle e Antigone 🏺 Il cratere di Eracle e Cicno 🏺 Il cratere delle Leucippidi 🏺 Il cratere di Fineo 🏺 Il cratere di Apollo e Marsia 🏺 Il cratere delle Esperidi 🏺 Il cratere di Teseo e Piritoo 🏺 La pelike di Apollo e Marsia Il @museonazionalejatta di Ruvo di Puglia ospita una raccolta di oltre duemila reperti datati dall’VIII secolo a.C. al V secolo a.C., che lo rendono uno dei musei più ricchi ed affascinanti in Puglia ed in Italia. Al suo interno è possibile ammirare vasi peuceti in terracotta con decorazioni geometriche, vasi a figure rosse su sfondo nero di produzione greca o locale, tintinnabula (animaletti in ceramica contenenti un sassolino per i giochi dei più piccoli), rhyta (bicchieri a forma di testa umana o di animale utilizzati per festeggiare le vittorie delle guerre) e un’incredibile varietà di oggetti rinvenuti nei corredi funerari dell’epoca. 👉 Scarica l’app da Play Store #puglia #apulia #murgia #murge #altamurgia #parconazionalealtamurgia #vivopuglia #pugliadascoprire #pugliamia #puglialove #weareinpuglia #visitpuglia #igerspuglia #bestpugliapics #ruvodipuglia #museonazionalejatta #museitaliani #museiitaliani #italianmuseums #vasoditalos #talos #mibact #beniculturali #peucetia #greekart #atouchofjatta #pingiovani #pinpuglia #staffpin

    @rubusintabula, domenica 27 alle 17:11
  • Post Instagram di domenica 27 alle 17:11 (#2798221844760118201_49135386713)
    marzo 2022

    🌿 𝐋𝐞 𝐦𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐢𝐯𝐢 𝐩𝐮𝐠𝐥𝐢𝐞𝐬𝐢 “La gammiette cinghe cause vole: larghe, pète, remmote, acciette e ssaule.” Tanti anni fa, quando gli antichi Greci approdarono sulle coste pugliesi, vi trovarono un terra arida e brulla ma piena di potenzialità. Atena, dea della saggezza, e Poseidone, dio del mare, si innamorarono subito di questo lembo di terra, dal sole caldo e dai paesaggi mozzafiato. Ne nacque una controversia. Zeus decise perciò di comporre la disputa, stabilendo che sarebbero stati i pugliesi a decidere chi fra i due avrebbe protetto la loro terra. Il vincitore, egli decretò, sarebbe stato chi avesse offerto loro il dono più bello. Poseidone innalzò il suo tridente, e in un batter d’occhio, un cavallo forte e possente si fece strada tra gli abitanti, che acclamarono il dio delle acque. Il primo cavallo pugliese avrebbe permesso al popolo di viaggiare e di estendersi oltre i propri confini. Atena affondò invece le mani nella terra rossa e d’un tratto crebbe un albero che i pugliesi mai avevano visto prima. Era una pianta dal tronco ricurvo, foglie verdi e frutti tondeggianti. I pugliesi assaggiarono le olive e ne rimasero incantati. Con l’ulivo capirono presto che avrebbero potuto sfamarsi mangiandone i frutti, ma anche medicare le proprie ferite e ricavarne l’olio, che sarebbe diventato l’oro pugliese. Da allora gli ulivi, sono un simbolo della Puglia e un’importante risorsa per il territorio. Sebbene tale trasposizione autoctona dell'originario mito greco carichi di significati simbolici le origini degli ulivi in Puglia, pare che in Terra di Bari questi fossero presenti già dal Neolitico (6000-7000 a.C.). Tuttavia, ci piace immaginare che questo albero, così prezioso e unico, sia stato donato dalla dea Atena, e che generosamente dovremmo tutelarlo e custodirlo. #puglia #apulia #murgia #murge #altamurgia #vivopuglia #pugliadascoprire #pugliamia #puglialove #weareinpuglia #visitpuglia #igerspuglia #volgopuglia #bestpugliapics #ulivo #ulivi #olio #olioevo #olive #oliveoil #olioextravergine #myth #mythology #mitologia #mitigreci #tradizione #tradizioni #tradizionipopolari #tradizionipugliesi #pingiovani

    @rubusintabula, domenica 20 alle 16:34
  • aprile 2022

    Obiettivo intermedio

    100 stakeholders mappati; 108 illustrazioni delle carte da gioco e 1 tabellone disegnati

  • Post Instagram di domenica 20 alle 16:34 (#2832148838228795156) Post Instagram di domenica 20 alle 16:34 (#2838852175192081098)
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    • Post Instagram di domenica 20 alle 16:34 (#2838852175192081098)
    maggio 2022

    🐎 𝐈𝐥 𝐦𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐚𝐢𝐨 “Carre, catarre e sc-cuppiette, ce na ‘n dine le sinze te le fascene miette”. Prima dell’invenzione dei motori a scoppio, la mobilità era affidata a un mezzo di locomozione semplice quanto scomodo: il carro. Per secoli cavalli, asini, buoi e persino elefanti hanno ubbidito controvoglia al padrone di turno per trainare un ammasso di legno scricchiolante. In campagna o per le vie di un paesello era comune incontrare carri di ogni genere, da “ù sciaraballe” rattoppato alla bell’e meglio da un povero contadino, a “ù sciarabò” del signorotto locale, trainato da un cavallo bellissimo con la stessa aria altezzosa del padrone. E tra “na sciarriette” (calesse) e “ù traeine a mone” dell’ambulante, il trasporto di merci viaggiava su “traeine” (carro dalle sponde alte senza seduta) e “trainielle” (dalle sponde basse). Per quanto all’apparenza semplici e antiquati, i carri richiedevano l’intervento di artigiani esperti che si occupavano di costruirli e ripararli, i mastri carrai - anello di congiunzione tra il mestiere del falegname e del fabbro. Oltre a lavorare la legna essi si occupavano della cerchiatura delle ruote, operazione delicata che spesso attirava una piccola folla di curiosi. Un cerchio di ferro veniva esposto al fuoco e reso incandescente, finché, come per magia, il metallo si dilatava al punto da poterlo montare sulla ruota in legno. Ma il legno può bruciare, no? Niente paura: con un po’ d’acqua il ferro veniva raffreddato fino a “ghiacciarsi” sulla ruota adattandosi a essa. Montate le ruote, il carro era pronto a partire, per la gioia di alcuni e la tristezza di altri, che avrebbero dato tutto pur di avere degli ammortizzatori simili a quelli odierni. Come si diceva un tempo “il carro, come la chitarra e le doppiette, se non possiedi il senno te lo mette!”. #puglia #apulia #murgia #murge #altamurgia #vivopuglia #pugliadascoprire #pugliamia #puglialove #weareinpuglia #visitpuglia #igerspuglia #volgopuglia #bestpugliapics #pugliagram #instapuglia #nonveniteinpuglia #ig_puglia #ig_puglia_ #puglia_mylove #puglia_super_pics #pugliatop #pugliacom #pugliastyle #pugliaview #puglialovers #tradizionipugliesi #pingiovani

    @rubusintabula, venerdì 6 alle 12:01

    ⛲ 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚 “Saule russe de mateine, iegne puozzer’ e pesceine” Vi siete mai fermati a osservare la fontana sotto casa? Potreste aver notato che è simile, anzi identica a tutte le altre. E le stesse fontane potete ritrovarle nel paese accanto, in quello dopo e così via. Sì, sono tutte uguali! I nonni le chiamavano “cope de firre” (teste di ferro). Le prime sono state installate nel 1914. Sono costruite in ghisa, hanno una vaschetta in basso e una sorta di cappellino in alto. Generazioni di pugliesi hanno fatto uso delle stesse fontane per abbeverarsi e rifornirsi di acqua. Un bene prezioso che l’Acquedotto Pugliese, il più grande d’Europa, trasporta dalla Campania e dalla Basilicata. L’acqua viene poi depurata, potabilizzata e distribuita lungo una rete idrica intricatissima di 21 000 km. Un vero trionfo dell’ingegneria, voluto fra gli altri dal ruvese Antonio Jatta e da Matteo Renato Imbriani. E pensare che un tempo la nostra era una regione ben più arida. Il problema della siccità era già noto all’epoca poeta Orazio, che scrisse: “siderum insedit vapor siticulosae Apuliae” (arriva alle stelle l'afa della Puglia assetata)! E prima dell’acquedotto? Si raccoglieva l’acqua piovana, conservandola in cisterne, pozzi e grossi orci di terracotta (quartorə). Vi era perfino l’acquaiolo, mestiere oggi impensabile, che vendeva l’acqua portandola dove vi era bisogno. L’acqua era spesso stagnante e meno pulita di quella di cui godiamo oggi. Le malattie gastro-intestinali e le febbri tifoidee mietevano molte vittime l’anno. E voi, guardando la vostra fontana di fiducia, avete mai pensato a quante mani hanno sfiorato quel pomello, quanti vecchietti burberi hanno imprecato quando non funzionava, quanti ragazzini si sono dissetati dopo una bella corsa? #puglia #apulia #murgia #murge #altamurgia #vivopuglia #pugliadascoprire #pugliamia #puglialove #weareinpuglia #visitpuglia #igerspuglia #volgopuglia #bestpugliapics #pugliagram #instapuglia #nonveniteinpuglia #ig_puglia #ig_puglia_ #puglia_mylove #puglia_super_pics #pugliatop #pugliacom #pugliastyle #pugliaview #puglialovers #tradizionipugliesi #acquedottopugliese #acquapubblica #pingiovani

    @rubusintabula, domenica 15 alle 17:59
  • giugno 2022

    Obiettivo intermedio

    200 copie del gioco stampate e confezionate; 1 evento di promozione realizzato

  • luglio 2022
  • agosto 2022
  • settembre 2022

    Obiettivo finale

    5 traduzioni del gioco effettuate; 20 copie del gioco distribuite ad espositori e rivenditori; 180 copie distribuite on-demand