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Più Libri Più liberi 2021 – Affrontare le sfide insieme (anche in Fiera)

19 Gennaio 2022 ore 17:43

C’è una costante che si ripete in tutti i racconti di chi partecipa ad una fiera con l’accompagnamento PIN: pur trattandosi di eventi ai quali è possibile partecipare liberamente e che, pandemia a parte, si ripetono ogni anno, quando la visita avviene con un gruppo di giovani colleghi offre decisamente una possibilità in più. A fare la differenza è l’approccio a questo tipo di eventi, a cui i vincitori PIN si relazionano in gruppo, dopo un percorso di preparazione, pronti ad incontrare possibili futuri partner o a rafforzare dal vivo contatti già avviati in precedenza. Il percorso messo in campo dall’accompagnamento di ARTI infatti prevede, nelle settimane prima della partenza, la definizione di un’agenda di lavoro sulla base del programma della fiera, in cui mettere a punto l’elenco degli appuntamenti e degli incontri da seguire. Inoltre viene realizzato almeno un incontro di orientamento e preparazione subito prima della partenza, per avviare la relazione tra i partecipanti, perchè una volta arrivati in Fiera poi il gruppo dovrà riunirsi nel corso delle giornate di lavoro per condividere le esperienze appena fatte, consigli e approcci e rafforzare la conoscenza reciproca.

 

Anche l’occasione offerta da Più libri Più liberi 2021 a Roma dunque ha confermato questa possibilità di collaborazione che rende particolarmente significativa l’esperienza di “andare in fiera” nel ruolo di neo imprenditori.  Ad inizio di dicembre i referenti di Almanacco, Gaia media- Il Club dei Cerca-Cose e Pufa Editore si sono avventurati tra i corridoi di quella che, con i suoi 530 stand e quasi 1200 ospiti italiani e stranieri, è considerata la principale vetrina per il mondo della piccola e media editoria italiana. In 5 giorni, le realtà editoriali che rappresentano quasi la metà delle pubblicazioni in Italia, presentano infatti i propri cataloghi e le novità ad un pubblico variegato che va dai librai agli autori, dal mondo della scuola a quello della promozione e distribuzione.

Per condividere il racconto della missione imprenditoriale diamo direttamente la parola ai protagonisti di questa importante momento di crescita professionale, che ci aiutano a definire ulteriormente quelli che sono gli aspetti più significativi di un’occasione di apprendimento sul campo offerta dalla partecipazione ad una fiera di settore così importante.

 

Partiamo da un aspetto legato a quella che potremmo definire una sorta di ispirazione:  confrontarsi con realtà più strutturate che in fiera mettono “in vetrina” il loro lavoro può fornire un ottimo esempio da seguire e, come ci raccontano Mariateresa, Benny e Marco di Almanacco Press, rappresentare una possibilità di riflessione anche sul proprio percorso:

Ci siamo mossi in lungo e in largo nei vari padiglioni con le idee chiare su cosa vedere, cercando di non perdere tempo e di creare contatti il più possibile. È stato bello scoprire tante altre realtà simili alla nostra, sebbene più consolidate, e conoscerne la storia e la crescita, perché ci siamo resi conto che quello a cui ambiamo non è poi così lontano da quello che siamo oggi e che, tutto sommato, seppure all’inizio e con ancora pochi mezzi, siamo sulla strada giusta.”



Un altro aspetto importantissimo è quello di entrare in relazione diretta con quei contatti professionali che magari si sono sviluppati nel frattempo esclusivamente in una dimensione online. 

Roberta di Gaia Media – Il Club dei Cerca-Cose, cooperativa nata per realizzare speciali progetti editoriali per bambine e bambini sui temi della sostenibilità ci racconta che:

In queste giornate abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con i professionisti del settore e tessere nuove relazioni e contatti. E questo aspetto, per una piccola casa editrice come la nostra, nata durante i mesi del lockdown, significa poter aprire una finestra sul mondo. Anche se di fatto gli espositori sono nostri competitor, ispirarsi al lavoro degli altri, a come lo realizzano, ma anche disseminare quelle che sono le nostre proposte significa seminare per il prossimo futuro


Insomma potrà sembrare ovvio, ma come abbiamo imparato in questi ultimi due anni, niente è scontato, per cui parlarsi dal vivo, guardandosi negli occhi, si conferma non solo la modalità migliore per stringere relazioni ma anche per arricchirsi di una buona dose di fiducia nelle proprie attività.

Nel gruppo non è mancato anche l’apporto della presenza di Angelo, un vero e proprio “veterano”, che ha partecipato in quanto referente della Casa editrice Pufa, uno tra i primi progetti vincitori del bando PIN e che in questi anni si è dedicata alla pubblicazione e promozione di tanti autori pugliesi.

Più libri Più liberi è innanzitutto il posto in cui ogni lettore appassionato dovrebbe andare, per respirare l’atmosfera di vitalità che il mondo dell’editoria trasmette in queste occasioni. Per noi come casa editrice poi è in un certo senso rincuorante vedere quanta attenzione, quanto bisogno esprimono le persone che abbiamo incontrato a Roma. Siamo anche contenti che, pur avendo chiuso il periodo di finanziamento di PIN nel 2019, l’accompagnamento e le occasioni che ci vengono offerte continuino ancora

Tra appuntamenti professionali e incontri di formazione, una dimensione centrale si conferma senz’altro quella dell’incontro diretto con potenziali partner, così come raccontano i ragazzi di Almanacco: “Ci sono stati incontri molto importanti da questo punto di vista, come quello con la casa editrice La grande illusion, il cui editore ci ha dedicato molto tempo, essendo interessato al nostro lavoro, in particolare alla nostra tecnica di stampa, così come anche le case editrici Cliquot e Hacca, con le quali abbiamo preso accordi per eventuali collaborazioni. Oltre a realtà editoriali importanti e consolidate, abbiamo conosciuto collettivi che si occupano di autoproduzione e letture accessibili e che stampano come noi in risografia, con cui è stato bello confrontarci ad esempio con  i ragazzi di Ultrablu.

 

Anche l’appuntamento di Roma ha confermato, al di là delle specifiche occasioni e degli sviluppi imprenditoriali che ciascuna azienda affronterà nel proprio futuro immediato, che fronteggiare le sfide in gruppo, significa essere più forti e competitivi. E che vale la pena allenarsi ad approcciare il proprio ambito di riferimento sempre in una logica di condivisione e di rete.

Torniamo a casa quindi tutt* un po’ più consapevoli che i legami che si costruiscono e rafforzano nel percorso di avvio e gestione della propria attività, contano quanto la capacità di immaginare proposte creative e  interessanti per il mercato e sono un bagaglio prezioso per quello che succederà nel futuro. 

 

 

Copertina del post Il valore aggiunto delle esperienze condivise – PIN@Ecomondo 2021

Il valore aggiunto delle esperienze condivise – PIN@Ecomondo 2021

13 Gennaio 2022 ore 17:43

Dal 2017 ad oggi le attività di Accompagnamento PIN si sono continuamente estese ed evolute, grazie anche agli input e suggerimenti della comunità dei vincitori. Uno degli sviluppi più belli ed interessanti è l’incontro, all’interno di questa comunità, di PIN “junior” (progettualità partite da pochi mesi) e “senior” (aziende che hanno concluso il periodo finanziato con PIN e operative sul mercato da 1-2 anni).

Con la ripresa delle attività di accompagnamento a fiere ed eventi B2B lo scorso ottobre, dopo tanti mesi senza missioni collettive in presenza, abbiamo per la prima volta sperimentato il valore aggiunto dell’insieme di “junior” e “senior” anche in questi contesti e siamo rimasti entusiasti delle sinergie e dello scambio di esperienze e know-how che abbiamo potuto osservare durante ogni missione. Così, la dimensione dell’Accompagnamento PIN si estende ancora, rendendone protagonista la comunità stessa che ormai presenta un livello intrinseco di formazione fra pari e l’accrescimento di competenze.

Dopo la bellissima sinergia nata fra Kabum e Duomondo durante la missione imprenditoriale formativa alla VIEW conference a Torino, siamo partiti per Rimini con 8 giovani imprese per partecipare ad Ecomondo 2021. La missione è stata arricchita da una collaborazione con AQP e AGER che ha permesso ai partecipanti di contare su uno spazio d’appoggio presso lo stand istituzionale e che ha aumentato la visibilità dei nostri grazie all’opportunità di potersi raccontare su Archè, la TV della Sostenibilità di AQP.

Anche la missione imprenditoriale ad Ecomondo 2021 ha più che confermato il valore che l’incontro fra “junior” e “senior” può aggiungere durante la partecipazione ad eventi fieristici. Stay Green, Sagelio, Pin Bike, Minox, don’tBEEScared, Cargo|tech|ture³, Adopt Me e Bloodylicious hanno esplorato l’evento di riferimento in Europa per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa, a volte in autonomia, a volte in gruppo, nei giorni 27 e 28 ottobre 2021. Oltre a confermarci l’importanza dell’evento e dei contatti presi per la propria organizzazione, tutti i partecipanti hanno sottolineato il valore della presenza dei compagni di missione durante i giorni di lavoro.

Condividere momenti di partecipazione alla fiera con altri PIN di settore, diversi ma tutti collegati all’ecologia e all’ambiente, tema cardine di questa fiera, mi ha dato l’entusiasmo giusto ma soprattutto la carica giusta per affrontare nuove sfide di fiere ed eventi simili. Perché durante questi momenti si impara dall’altro come proporre un’idea o un prodotto ad un’altra azienda. Fare rete è importante e capire come presentarsi in fiera da un’altra giovane startup è formazione che parte dal basso” (Antonio, Adopt Me).

È bene specificare che lo scambio di competenze e know-how fra le giovani imprese non è mai a senso unico da “senior” a “junior”. Imparare fra pari significa anche imparare grazie al contatto, l’esperienza si arricchisce di tutte le competenze ed esperienze presenti nella comunità. Così, anche chi ha concluso il percorso finanziato con PIN da quasi tre anni, accresce le proprie competenze grazie al gruppo: “Sono stato contento di aver condiviso l’evento con altri PIN, da cui ho imparato molto – e in alcuni casi ho sentito di poter anche contribuire con consigli sulle fasi iniziali. Mi sono sentito riconoscente verso lo Staff PIN per aver creato questa opportunità e coinvolto anche Sagelio, nonostante fosse un PIN ‘anziano’ “ (Giancarlo, Sagelio).

Anche durante Ecomondo 2021 le fitte agende dei partecipanti prevedevano momenti di workshop e formazione per conoscere nuovi trend e sviluppi dei settori di interesse. “Il momento che ritengo più importante è stato il convegno sugli stati generali della green economy, necessario per capire ed apprendere la dimensione economica e sociale nella quale il nostro progetto nasce e vuole crescere” (Vincenzo, Stay Green). “Occupandoci noi di apicoltura didattica urbana, il convegno Life Urbangreen – Strategie e azioni per la città del futuro ci ha dato diversi spunti e prospettive future su come le città e gli ambiti urbani si stanno muovendo rispetto alle tematiche ambientali” (Cristian e Alessia, DontBeeScared).

Vivere l’esperienza di una fiera in gruppo è sicuramente un punto di forza grazie alle occasioni di confronto e le riflessioni comuni. Ma anche in gruppo la conquista della fiera, il raggiungimento dei propri obiettivi di partecipazione, è un duro lavoro per il quale le 8 giovani imprese si erano preparate da ben prima dell’arrivo a Rimini. Anche per chi era alle prime armi, gli obiettivi erano chiari e gli espositori chiave identificati dall’inizio, e così è stato possibile affrontare con successo la sfida della prima partecipazione ad un evento grande come Ecomondo: “E’ stata un’esperienza densa, ci siamo sentiti inizialmente svuotati di energie – ma dopo ispirati a proporre in modo più completo e preciso l’idea di Bee2Bee, portata alla fiera a mo’ di prototipo, proprio per saggiarne i feedback da parte delle aziende presenti” (Cristian e Alessia, DontBeeScared). E anche dopo la conclusione dell’evento il lavoro non si è fermato: “Nel viaggio di ritorno mi sono imposto di mettere già in ordine i contatti e programmare i follow-up, e questo è stato utilissimo per cominciare ‘a molla’ dalla settimana successiva a ricontattare tutti” (Giancarlo, Sagelio).

I contatti presi sono stati tanti con primi risultati immediati. Dalla chiusura di un accordo di fornitura di infrastrutture di ricarica per Sagelio alla scoperta di tecnologie utilizzabili all’interno del progetto di Cargo|tech|ture³, dalla visibilità per Pin Bike durante la finale del “Premio startup per il clima” e il loro incontro con il Cluster per Smart City alle trattative di DontBeeScared con un’azienda di smaltimento rifiuti del Nord Italia interessata ad adottare un’arnia e a regalare del miele ai propri dipendenti per Natale e le nuove partnership strette di Minox per lo sviluppo del proprio sistema. Siamo molto orgogliosi dei nostri e dei tanti obiettivi raggiunti ma nell’ottica dell’apprendimento alternativo e dello scambio di esperienze, che sono il fulcro di ogni azione di Accompagnamento PIN, siamo rimasti particolarmente colpiti da un risultato raggiunto da AdoptMe al di fuori dell’evento espositivo che pensiamo possa essere d’esempio e d’ispirazione per altri giovani imprenditori: “Sono riuscito a raccontare del mio progetto alla titolare dell’hotel dove pernottavamo. Lei ha adottato un ulivo per il suo ristorante e spedito dell’olio ai suoi fratelli. Ci stiamo accordando per portare bottiglie di olio in hotel in estate” (Antonio, Adopt Me).

Le occasioni per crescere possono essere davvero ovunque!

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IOM ovvero Internet Of Materials

10 Novembre 2021 ore 15:52

Materiali (e strategie) intelligenti per fare innovazione tecnologica.

Come rendere intelligenti i materiali da costruzione facendo si che siano essi stessi a comunicare un problema di staticità di un edificio? Come gestire in maniera smart un magazzino con sistema di tracciamento automatico della merce?
Spesso le imprese ad alto contenuto tecnologico hanno sempre una sorta di dualismo, da un lato l’idea (in particolare quelle vincenti) è spesso di una semplicità che contrasta con le competenze e risorse economiche necessarie a realizzarla.

Il caso del progetto IOM e dell’azienda Bricksensitive srl costituita da Giammichele Morgante e  Nicola Di Battista affronta queste sfide ad ampio raggio proponendo soluzioni che spaziano dall’industria 4.0 alle nuove Smart Cities, dallo Machine Learning all’Intelligenza Artificiale. Ma, ad oltre due anni dalla vittoria di PIN, la loro impresa può dimostrare che anche con un finanziamento iniziale contenuto è possibile avviare un processo aziendale virtuoso. La vera sfida quindi è quella di reperire ulteriori risorse economiche che permettano ad un prototipo di andare sul mercato, non prima di aver costruito collaborazioni con altre imprese e Università, ed aver allargato il proprio team.

-Da cosa è nata l’idea che avete candidato a pin? Come siete riusciti a combinare insieme competenze ed esperienze personali?

Siamo nati come gruppo di ricerca indipendendente nel 2016. Le nostra formazione e le nostre competenze erano e sono tutt’ora trasversali. L’intenzione è sempre stata quella di innovare e sentirci protagonisti nella definizione del futuro del nostro territorio: una volontà pura e una voglia di fare disinteressata da particolari dinamiche. Quando dico che è iniziato tutto “per gioco” non scherzo affatto: abbiamo intercettato alcune necessità, unito le nostre skills e dato vita a diverse idee, le quali si sono concretizzate nel progetto “IOM – Internet of Materials”.

-Scegliete una parola che, secondo voi, spiega l’essenza di BrickSensitive.

Ne scelgo 2: “Materiali intelligenti“. Il nostro focus è sul monitoraggio delle opere edili, infrastrutturali e non, pubbliche e private. Dalle nostre ricerche di settore e validazioni con diversi player, abbiamo avuto modo di constatare quanto sia stato, per lungo tempo, fermo su tecnologie e vecchi modelli decisionali, i quali hanno portato ad una serie di eventi (anche fatali) e ad una stagnazione del mercato. Noi siamo entrati in gamba tesa all’interno di questo comparto portando una visione “disruptive” ed una alternativa alle normali operazioni: la necessità di monitoraggio e tracciamento cresceva in maniera direttamente proporzionale alla necessità di sicurezza da parte delle persone, i diretti utilizzatori di queste opere.
La nostra Mission è quindi quella di “Rendere i materiali intelligenti” e di “Lasciar parlare i materiali”: chi meglio di loro può comunicarci il proprio stato!
Come lo facciamo? Inserendo sensoristica direttamente nella fase di produzione o ristrutturazione e rielaborando i dati con un particolare sistema Cloud basato su Rete Neurale Artificiale, fornendo un servizio di prevenzione e manutenzione predittiva!
Perché lo facciamo? Affinchè determinati eventi non accadano più!

Nel percorso di PIN non abbiamo avuto situazioni particolari degne di nota, complice l’elevata sensibilità sull’argomento “sicurezza e monitoraggio” da parte degli enti e della società. Per raccontare un piccolo aneddoto (aggiungerei “tristemente fatale”) che ha confermato il percorso che avevamo intrapreso, dobbiamo fare un passo indietro a circa un anno prima di PIN, nel Luglio 2018.
Come gruppo di ricerca indipendente stavamo facendo le nostre ricerche di mercato e ci stavamo interfacciando con diversi professionisti ed imprese, al fine di reperire informazioni e materiali utili alla definizione di quello che sarebbe poi diventato il progetto IOM. Quel giorno eravamo in visita da un professionista che, dopo aver ascoltato le peculiarità del nostro progetto esordì con “il monitoraggio sta diventando importante ma io mi affaccerei a queste tecnologie fra un paio di anni magari..”
Ahimè, 14 Agosto 2018, squilla il telefono: “Ehm, ragazzi, possiamo riparlarne?..”
Non sarebbe stato meglio avere un atteggiamento di “prevenzione” piuttosto che di “cura”?

-Scegliete almeno un punto di forza della vostra attività e almeno un aspetto di criticità.

Punto di forza? Scalabilità e modularità
Punto di criticità? Normative ancora poco chiare e tutt’ora in fase di definizione.

-Chi sono le persone attualmente impegnate nella vostra attività?

Il nostro Team è composto da 5 interni operativi (amministratore, ingegnere dei materiali, ingegnere civile strutturale, ingegnere elettronico e project manager) e da una serie di professionisti senior che ci seguono in altri aspetti della vita di Startup: dal metodo Lean, sino ad arrivare al supporto e gestione finanziaria. Stiamo stringendo, inoltre, accordi e partnership con Università pugliesi e non, dalle quali abbiamo riscosso particolare attenzione e sensibilità sugli argomenti trattati. Perchè? Necessita un immediato cambio di paradigma di gestione in un settore particolarmente bisognoso di innovazione.

 

-Quali saranno i prossimi passi?

Abbiamo creato e brevettato il sistema “IoM (Internet of Materials)”, un kit composto da sensori annegati e centraline di controllo che ha lo scopo di rendere intelligenti i materiali. Dopo il deposito della domanda di brevetto avvenuta ad Agosto 2020, puntiamo ad ottimizzare e terminare il processo di sviluppo della nostra tecnologia, in modo tale da poter immetterla sul mercato tra il 2022 e il 2023. Per far questo, stiamo procedendo con il reperire nuovi investimenti, con i quali ingrandire il team con nuove figure chiave e di supporto, e completare gli asset aziendali con strumentazione e macchinari necessari alla creazione del prodotto Go-to-market.

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Camminare a Sud-est per raccontare un territorio. L’esperienza di Map for Walking

03 Settembre 2021 ore 08:40

Avviare un’impresa significa molte cose: sperimentare un’idea, confrontarsi con i propri limiti, costruire reti e consolidare relazioni, darsi un obiettivo e fare i passi necessari per arrivarci.

Map for walking è un progetto che, a distanza ormai di oltre tre anni dal suo avvio, ha attraversato tutti questi aspetti e continua il suo cammino.
L’idea da cui sono partite Luciana Lettere e Beatrice Bambi è semplice, come semplice è la spinta a mettersi in cammino: la Puglia era in quel momento storico poco coperta da guide dedicate al viaggio lento e all’esplorazione a piedi. L’obiettivo è stato quindi quello di creare un punto di riferimento per tutti coloro desiderosi di scoprire passo dopo passo le strade e i sentieri più belli, ma anche dimenticati, della Puglia.

A spingere Luciana e Beatrice la voglia di trasformare, o meglio recuperare, il patrimonio condiviso la rete di percorsi tra i paesi del basso Salento attraverso un lungo lavoro di mappatura. Itinerari da percorrere lentamente, unendo allo spostamento anche la possibilità di scoprire storie locali e incontrare chi quei territori li abita.

In questa estate 2021 che ha definitivamente consacrato anche nella nostra Regione, il turismo lento a piedi, “Camminare a sud-est” la guida che raccoglie trekking nelle campagne tipiche salentine con numerose presenze di architetture rurali, muretti a secco, strittule e carrarecce, ci è sembrata un’esperienza particolarmente significativa da raccontare.

Quell’intuizione iniziale si è trasformata in una guida di 120 pagine che racconta ca. 450km di vie secondarie, escluse dalla circolazione veloce delle automobili ma ancora capaci di unire 62 comuni in 28 itinerari individuati con un occhio attento anche alla sostenibilità ambientale. Ogni percorso infatti parte e finisce con una stazione ferroviaria in modo da permettere ai camminatori di raggiungere i tanti borghi che compongono il Salento, in una fitta rete di collegamenti nell’entroterra, senza prendere l’automobile.

Proprio come scrive Robert Macfarlane nel suo Le antiche vie. Un elogio del camminare, “I sentieri sono le consuetudini di un paesaggio. Sono atti di creazione consensuale. È difficile realizzare un sentiero da soli. […] I sentieri uniscono. È la loro missione fondamentale, la ragione prima della loro esistenza. A rigor di termini uniscono luoghi, in senso lato persone.”

Ecco quindi che la guida al viaggio diventa un vero e proprio catalogo di storie, memorie collettive che rischiano di perdersi per sempre, e che invece possono essere ancora un patrimonio collettivo vivo. Camminare a Sud-est è un omaggio alla nostra terra, messo a disposizione dei viaggiatori che sapranno coglierne la bellezza camminando, ascoltando i passanti, approcciandosi con spirito di conoscenza e disponibilità e percorrendo quelle strade che una volta erano così piene di umanità.


L’atto stesso del camminare dunque diventa non solo occasione di scoperta ma una assunzione di responsabilità nei confronti dei luoghi da parte di tutti. Scrive sempre Robert Macfarlane che “i sentieri sono consensuali anche perché senza manutenzione collettiva e collettivo impiego spariscono: sommersi dalla vegetazione, oppure arati e coltivati o magari edificati (per quanto possano sopravvivere nella dimensione commemorativa del diritto terriero). Come i canali marini, che per restare tali vanno regolarmente drenati, i sentieri hanno bisogno di essere camminati.

Ecco quindi che conoscere il territorio, frequentarlo significa anche tutelarlo, prendersene cura. Nel loro lavoro le ragazze di Map for walking hanno scelto infatti di denunciare l’incuria e l’abbandono in cui versa il territorio, con l’obiettivo di spingere innanzitutto chi vive in quei posti a riappropriarsene, riallacciando una relazione che proprio il camminare, con la sua lentezza, rende possibile. Alla velocità e all’impatto delle macchine, contrapporre quindi la leggerezza dei propri passi.

Luciana di questo ne fa un’orgogliosa dichiarazione di intenti già nell’introduzione alla guida. Scrive infatti rivolgendosi direttamente ai lettori della guida che:

non ho nascosto la bruttezza, anzi l’ho valorizzata con gli itinerari qui proposti, perché grazie ad essa poi apprezzerete molto di più ciò che di bello incontrerete. Lungo gli itinerari potreste trovare anche delle piccole discariche a cielo aperto, enormi uliveti malati perché colpiti dal patogeno xylella, strade provinciali utilizzate da automobilisti imprudenti, monumenti poco valorizzati e chiusi al pubblico. Solo voi però, con i vostri passi, con i vostri respiri in questi luoghi, con il vostro profondo spirito d’esplorazione, potrete ridare senso e dignità a tutto questo scempio. Solo quando queste strade saranno di nuovo calpestate, e solo quando si ricomincerà a parlare di esse, ritorneranno a nuova vita.

Ci sono però almeno altri due aspetti che colpiscono in un progetto come Map for walking e che crediamo possano essere un utile esempio anche per chi si cimenta con il fare impresa, magari anche in settori molto diversi da quelli del turismo. Innanzitutto la capacità di collegare questa attività ad altre opportunità, le proposte sviluppate durante il periodo finanziato da PIN hanno dato la possibilità di differenziare ulteriormente le attività in una dimensione imprenditoriale: con la collaborazione di un tour operator gli itinerari sono diventati infatti dei pacchetti di viaggio pensati per chi magari ha voglia non solo di venire in Puglia per il mare.

Inoltre, dalla collaborazione con la Rete di Economia civile Consorzio Sale della terra, è stato implementato un progetto con persone migranti, coinvolte in laboratori di storia locale, mappatura di nuovi itinerari e creazione di mini proposte turistiche gestite direttamente dai beneficiari.


Tutte attività che confermano un’ulteriore possibilità di apprendimento per chi è al lavoro per sviluppare la propria idea imprenditoriale: l’investimento iniziale, che nel caso di Map for walking ha significa un lungo e dettagliato lavoro di mappatura, ha finito per rappresentare un patrimonio incredibile sul quale basare tutti gli sviluppi successivi.

Un grande lavoro iniziale unito alla capacità di utilizzare le disponibilità economiche messe a disposizione dai fondi ricevuti, che se gestito con cura e lungimiranza può rappresentare la possibilità di accumulare un vero e proprio tesoro di esperienze, competenze, dati su cui poter contare per dare sostenibilità alla propria iniziativa.