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Cargo|tech|ture³ a Dubai: il racconto di un’esperienza unica

24 Febbraio 2022 ore 16:30

Claudia Melissa e Giuliano hanno vinto l’avviso PIN con Cargo|tech|ture³, progetto dedicato alla pianificazione di soluzioni architettoniche innovative ed ecosostenibili, che prevedono l’utilizzo di container marittimi usati e la creazione di nuovi luoghi di fruizione turistica del territorio rurale e del patrimonio culturale enogastronomico. Hanno vissuto un’esperienza di confronto e crescita che ha segnato positivamente il loro percorso e che con questo racconto hanno voluto condividere con la comunità PIN, affinché possa essere di ispirazione ed esempio. Leggiamo di seguito la loro diretta testimonianza.

Sentiamo tanto parlare dell’importanza del “fare rete” e partecipare a PIN ci ha permesso di toccare con mano quanto sia vero. Qualche settimana dopo aver saputo di essere vincitori dell’avviso ed in piena fase di scrittura del progetto di dettaglio, abbiamo partecipato ad uno dei pochi eventi in presenza che il Covid ci ha concesso nella “tregua” estiva. In quell’occasione abbiamo avuto modo di parlare con il proprietario di un’agenzia che organizza eventi internazionali e con entusiasmo gli abbiamo raccontato cosa fosse PIN, come permetta di realizzare e promuovere il nostro progetto, quanto vorremmo che possa avere un follow up internazionale. Una chiacchierata e del sano networking insomma! Immaginate la nostra sorpresa quando qualche settimana dopo ci ha contattato dicendoci che stava organizzando in collaborazione con il DCT di Abu Dhabi (Department of Culture and Tourism) una “missione” negli Emirati Arabi per una delegazione di imprenditori che desideravano partecipare ad una serie di incontri B2B con operatori selezionati e networking in concomitanza con Expo 2020. Se lo desideravamo potevamo far parte della delegazione, organizzare un evento tutto nostro ad Abu Dhabi in una location da sogno, nonché visitare per 2 giorni Expo come ospiti del DCT. Davvero un’occasione da prendere al volo!

Abbiamo iniziato a fare il conto alla rovescia e a “correre” per arrivare pronti, siamo diventati l’incubo di fornitori e corrieri, pronti a studiare un eventuale piano B per fronteggiare gli immancabili imprevisti. Abbiamo tenuto le dita incrociate ad ogni tampone molecolare pre-partenza ed in aeroporto igienizzato maniacalmente qualsiasi cosa. Una volta atterrati e ricevuto il codice per attivare l’app Al Hosn (un equivalente del nostro Green Pass) abbiamo finalmente abbandonato i cappotti e ci siamo ritrovati all’improvviso nei caldi Emirati Arabi.

Per gli Emirati Arabi Uniti il 2021 è stato un anno speciale e la scelta della settimana in cui è stato organizzato l’evento non è stata casuale: il 2 dicembre è stato infatti celebrato il Giubileo d’oro, ovvero i primi 50 anni della nazione che riunisce i sette emirati di Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn. Gli Emirati Arabi Uniti puntano a diventare un “grande laboratorio di innovazione e sperimentazione per il resto del mondo” per questo ci è sembrato il luogo perfetto in cui parlare di Cargo|tech|ture³.

La location scelta per l’evento era la Ball Room dell’hotel West In Abu Dhabi. Dopo la site inspection abbiamo incontrato il referente del DTC e fatto un check del programma che prevedeva la registrazione degli ospiti, un welcome cocktail di networking per rompere il ghiaccio e poi il trasferimento in sala per la parte più importante dell’evento pensato come un interactive forum con la presentazione del progetto all’intera platea, una sessione di Q&A suddivisi in gruppi da 6 e a seguire un gala dinner.

Presentare davanti a un pubblico per la prima volta la nostra idea e come intendiamo realizzarla è stata un’emozione davvero forte, ma ancora più emozionante è stato vedere l’interesse concreto per le nostre soluzioni Cargo|tech|ture³, seppur ancora ad uno stadio di progettazione embrionale. Abbiamo preso contatti con un’azienda che si occupa di logistica e movimentazione container, con architetti e ingegneri interessati a proporre le nostre soluzioni nei loro progetti e con operatori del settore MICE interessati alla possibilità di acquistare o noleggiare Cargo|tech|ture³ come aree servizi/eventi in location fuori dal comune.

Il giorno successivo la delegazione è approdata per la visita guidata ad Expo 2020, che ha per titolo “Connecting minds, creating the future” e i cui spazi sono suddivisi in 3 distretti tematici: OPPORTUNITÀ – liberare il potenziale dei singoli e delle comunità per creare un futuro migliore; MOBILITÀ – sistemi innovativi di logistica, trasporto e comunicazione di persone, beni e idee; SOSTENIBILITÀ – accessibilità e resilienza delle risorse ambientali, energetiche e idriche.

Il focus della nostra visita è stato sulla sostenibilità e per noi è stato particolarmente interessante vedere come i container marittimi siano stati utilizzati in diversi modi: ad esempio i padiglioni della Jamaica e di Djibouti sono stati realizzati con container provenienti da porti di tutto il mondo, oppure nel padiglione Australia sono stati trasformati in food truck.

Ovviamente abbiamo visitato il Padiglione Italia, un’architettura progettata secondo i principi dell’economia circolare che ospita circa 28mila visitatori al giorno, ideata per mettere in scena con creatività e innovazione “la bellezza che unisce le persone”. La copertura del padiglione è costituita da tre scafi di navi a grandezza naturale, mentre il fronte principale dell’edificio è caratterizzato da una facciata multimediale a forma di tenda, realizzata con corde nautiche illuminate da LED, in plastica riciclata. Per produrre le corde è stato usato l’equivalente di circa 2 milioni di bottiglie di plastica. Per realizzare il padiglione pensando alla sostenibilità sono stati utilizzati materiali innovativi come alghe, fondi di caffè, bucce d’arancia e sabbia. La climatizzazione del padiglione avviene con un sistema naturale di mitigazione del clima, un sistema alternativo all’aria condizionata per raffrescare edifici e ambienti urbani in modo sostenibile. Inoltre una coltivazione di microalghe, come ad esempio la spirulina, rende possibile la purificazione dell’aria grazie alla biofissazione dell’anidride carbonica, prodotta dai visitatori.

Abbiamo trovato di grande ispirazione anche il padiglione dell’Olanda, dal nome Biotope, che possiede un sistema integrato per il raccoglimento dell’acqua, la coltivazione e la creazione di energia pulita. La sua tecnologia estrae l’umidità dall’aria del deserto e la usa per irrigare un giardino verticale a forma conica usato per coltivare piante commestibili e persino funghi, grazie alla sua capacità di creare un microclima interno. La struttura fa ricorso a pannelli solari come la principale fonte di energia mentre l’acqua raccolta grazie alla tecnologia di Sun Glacier cade all’interno del cono come una cascata arrivando perfino a generare 800 litri al giorno.

In realtà ogni padiglione che abbiamo visitato meriterebbe una menzione, da quello del Marocco realizzato interamente in terra cruda a quello di Singapore che ricrea una foresta le cui esigenze idriche sono soddisfatte da un sistema di desalinizzazione solare a osmosi inversa. Ma rischieremmo davvero di diventare prolissi!

Abbiamo cercato di far tesoro di ogni spunto e raccolto tantissime informazioni non solo su Expo, ma sugli Emirati in generale che, con le oltre 200 nazionalità che convivono pacificamente nel Paese e contrariamente a quanto alcuni potrebbero pensare, hanno fatto della tolleranza e del dialogo un faro, fil rouge anche della realizzazione del museo Louvre Abu Dhabi e della magnifica Gran Moschea dello Sceicco Zayed.

Prima di ripartire abbiamo voluto dare un ultimo sguardo a Dubai da un altro punto di vista, ovvero dal Burj Khalifa, il “Tetto del Mondo”, che con i suoi 828 metri non è semplicemente un capolavoro d’ingegneria, ma celebra i progressi dell’umanità che punta sempre più in alto.

Adesso siamo tornati qui, in Puglia, carichi, motivati e curiosi di vedere gli sviluppi di questa esperienza, consapevoli che davvero come dice Vinicius de Moraes “la Vita è l’arte dell’incontro”.