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BTM Taranto: non solo B2B ma anche nuove connessioni, energia positiva e ispirazione!

09 Maggio 2022 ore 13:00

I progetti del settore turistico sono tornati finalmente a vivere occasioni di crescita imprenditoriale e a misurarsi con eventi fieristici in presenza. Dal 6 all’8 aprile nove start up (Alveare da Favola, Brio s.r.l.s., Duomondo, Habari – nessuno è straniero, ImaginApulia, ISA, PLACEnPEOPLE, Trawellit, Vianda.it) sono state protagoniste alla BTM di Taranto tra B2B, partecipazione ai workshop in programma, visite ad imprese presenti in propri stand e alle diverse aree tematiche espositive, incontri istituzionali.

Il racconto di questa esperienza si avvia alle 9,30 del 6 aprile: la sala espositiva è ancora silenziosa, c’è chi sta completando gli ultimi ritocchi nell’allestimento del proprio stand, chi finalmente ha terminato e si concede una pausa caffè, chi dà un’ultima occhiata alla propria agenda. Con le imprese coinvolte abbiamo percorso il corridoio che ci separava dall’area start up in religioso silenzio, come chi, dopo aver tanto lavorato e pensato ad un progetto, vuole godersi appieno il momento della “rivelazione”, quello in cui tutto ciò che finora è stato solo disegnato nella testa si trasforma in realtà. Ed ecco lo spazio per i vincitori PIN partecipanti manifestarsi in tutta la sua colorata energia: una parete valorizzata dai nomi delle giovani imprese, arricchiti dalla descrizione e dal logo, distribuiti nei tre ambiti “Ospitalità”, “Servizi” e il nuovo “Prodotti per il turismo”, che, in un’ottica di ampliamento e inclusione ha dato spazio, sull’onda degli ultimi trend, a forme creative e artigianali in grado di raccontare la destinazione Puglia. Così l’area start up, ubicata nello stand di Pugliapromozione, pensata e realizzata proprio grazie alla collaborazione con l’agenzia regionale del turismo, si è popolata dei suoi protagonisti, pronti a viversi tre giorni dedicati al turismo, dopo due anni di forzato stop causato dalla pandemia da Covid-19.

La parola d’ordine di questa esperienza è stata soprattutto “rete”: con gli altri professionisti presenti, ma soprattutto tra gli stessi PIN partecipanti, che in più momenti si sono ritrovati a condividere lo spazio dello stand, trasformatosi in “punto di aggregazione importante per le giovani start-up pugliesi” (Daria e Roberto, Imaginapulia), cogliendo l’occasione per conoscersi meglio, per “creare connessioni” (Vito e Martina, Duomondo) e confrontarsi su strategie e difficoltà del mercato. Al termine dell’esperienza è stato riconosciuto anche l’aspetto formativo della presenza in fiera, perché ha consentito di mettere alla prova le proprie “capacità di interazione e dialogo” (Daniela, Isa Artigiane) e di “migliorare nella presentazione dell’azienda” (Sara e Piergiorgio, Vianda.it). In questi tre giorni, riassumono Marta e Nicola di Brio, “si sono attivate e quindi generate nuove energie, collaborazioni e intersezioni utili per il prosieguo delle nostre (e altrui) attività”.

Il dialogo si è poi arricchito del confronto continuo con lo staff di Pugliapromozione e, durante il pomeriggio del secondo giorno di BTM, con gli assessori regionali Alessandro Delli Noci e Gianfranco Lopane, che durante una proficua sosta presso lo stand hanno voluto conoscere tutte le start up presenti e ascoltare dalla voce dei referenti riflessioni e suggerimenti, instaurando un interessante scambio di idee e visioni sul futuro.

Tra le tante attività svolte anche la partecipazione dei progetti degli ambiti “Ospitalità” e “Servizi” all’area B2B si è rilevata molto utile, in quanto questa esperienza, che ha permesso l’interazione con numerosi buyer nazionali e internazionali, ha consentito di “prendere coscienza del ‘sentiment’ degli operatori professionisti e prendere più consapevolezza delle nostre potenzialità” (Bianca ed Enza, Trawellit), di “sviluppare nuove idee di business” (Martina e Vito, Duomondo) e, per chi non aveva mai affrontato occasioni di B2B di questo tipo, lavorare sulla “capacità di esprimere informazioni essenziali in breve tempo” (Vicky, Alveare da Favola).

Il 7 aprile, dalle 16,00 alle 17,00 presso la Sala Conferenze si è inoltre tenuto, grazie alla collaborazione con Pugliapromozione, il panel dal titolo “Startup turistiche alla conquista del mercato e di clienti strategici: tre casi studio tra le imprese avviate nell’ambito dell’avviso PIN Pugliesi Innovativi” che ha permesso di ascoltare le esperienze di ImaginApulia, Sagelio e Raiz Italiana in merito alle strategie adottate per acquisire i primi clienti. Greta Sbrana di Sagelio ha ripercorso, anche attraverso i numeri, lo sviluppo imprenditoriale del progetto e ha condiviso le modalità di acquisizione di uno dei primi clienti, il Canne Bianche Lifestyle Hotel, rappresentato da Gianvito Mangano, che ha agito strategicamente da traino per quelli successivi.

Daria Toriello e Roberto Mazzarago di Imaginapulia hanno raccontato le più significative attività svolte, anche con l’ausilio di video e immagini, e rimarcato l’importanza del fare rete “dal basso” in quanto proprio all’interno della comunità PIN hanno acquisito il loro primo cliente, Raiz Italiana, in occasione della partecipazione a Buy Puglia del 2018 (all’interno delle azioni di Accompagnamento PIN). Grazie a questo primo cliente hanno potuto poi entrare in rapporto con il Ministero degli Affari Esteri. Quest’ultimo è stato invece il primo cliente di Raiz Italiana, come ha raccontato Marina Gabrieli. Dalle successive parole del Consigliere d’Ambasciata Giovanni Maria De Vita della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è emerso il lato più sensibile e attento dell’istituzione, non palazzo chiuso in sé stesso, ma struttura aperta alle nuove proposte, al confronto anche con realtà imprenditoriali giovani e predisposta al supporto di progetti innovativi come Raiz Italiana.

Al termine del panel col pubblico presente si è subito instaurato un dialogo e un confronto serrato che ha generato un momento di networking ricco di spunti condivisi e di scambi di idee, proseguito poi presso l’area start up.

Il team di Raiz Italiana con lo staff PIN e il Consigliere d’Ambasciata Giovanni Maria De Vita

Ascoltare da alcuni dei partecipanti a BTM in modo diretto le impressioni su questi tre giorni ci aiuta a comprendere l’efficacia della partecipazione a contesti fieristici e di networking settoriale. Dovendo riassumere l’esperienza vissuta in una parola emergono: “Proattiva” (Trawellit), “Ricca” (Duomondo), “Generativa” (Brio), “Educante” (Alveare da Favola), “Irrinunciabile” (PlacenPeople), “Energizzante” (Habari), “Confronto” (Isa Artigiane), “Ripartenza” (ImaginApulia), “Networking” (Vianda.it).

Il team di Trawellit in particolare ha vissuto questa esperienza molto positivamente, con una grande voglia di tornare in fiera: “Ci siamo lanciate a capofitto nelle relazioni ed è stata molto piacevole anche l’atmosfera creatasi con gli altri PIN”. A conclusione dei tre giorni Brio porta a casa “emozioni positive e ottimismo: un buon segnale prima di concentrarci appieno sulla stagione imminente”. ImaginApulia sottolinea invece che la partecipazione alla fiera è sempre “un modo per confrontarsi con sé stessi, affinare le tecniche di vendita e la propria capacità di relazione con il pubblico”. Per Sara e Piergiorgio di Vianda.it è stato significativo tornare a casa guadagnando un approccio positivo al cambiamento imposto dalla pandemia: “avevamo bisogno di segnali che facessero ben sperare in una ripresa e abbiamo potuto constatare che tanti operatori si dicono fiduciosi e sono aperti nel trovare degli aspetti positivi in questo grande cambiamento che ha comportato il Coronavirus”.

Tutti terminano quindi l’esperienza con un bagaglio di nuove competenze e conoscenze, contatti, relazioni, idee e spunti per la propria attività. Alcuni progetti PIN stanno lavorando per concretizzare collaborazioni tra loro, altri stanno ricontattando in questi giorni i buyer incontrati, nella speranza che si traducano in accordi stabili, altri ancora sono già a lavoro per la stipula di nuovi contratti e partnership. Infine qualcuno, come Dario di PlacenPeople, racconta con soddisfazione che gli incontri con i nuovi partner in fiera si sono già tradotti in primi acquisti.

Forza ragazzi, che questa sia solo la prima tappa di una stagione piena di nuove soddisfazioni!

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Evviva la Sartoria militante! In visita da StigmaLab

23 Marzo 2022 ore 17:51

Ci sono posti in cui senti subito che c’è un’atmosfera particolarmente interessante. Di solito sono luoghi in cui è facile incontrarsi e confrontarsi, in cui liberamente viene facile ragionare insieme su questioni che appassionano.
La passione – ecco se dovessimo scegliere una parola per iniziare a raccontare una delle ultime visite che abbiamo realizzato come Staff sceglieremmo proprio questa, passione. Perché ascoltando Francesca, Mariagrazia, Fausta e Giada che ci raccontano di come è nata questa loro piccola ma ambiziosa impresa, capiamo subito che non hanno scelto certo la neutralità rispetto alle tematiche che affrontano nella propria quotidianità. E che proprio da questo impegno sono partite per costruire la propria impresa.


Ma in concreto, di cosa si occupano?
Volendo trovare una sintesi che racconti che cos’è Stigma lab, crediamo che una definizione possibile sia quella di “laboratorio di sartoria militante” in cui, attraverso la creazione di capi di abbigliamento, toppe, e oggetti artistici si prova a svecchiare categorie legate al genere e alla sessualità. Felpe, t-shirt, borse, ma anche serigrafie, quadri e foto e altri oggetti d’arte danno forma a messaggi concreti, diretti e di lotta agli stereotipi e alle classificazioni. Stigma lab è la concretizzazione di un percorso che le sue promotrici hanno iniziato da tempo, scegliendo di avere un ruolo attivo nella propria città. Ciascuna porta con sè quindi questo bagaglio di competenze che includono non solo quelle legate alla sartoria, ma alla creazione di eventi culturali, ai linguaggi artistici, alle sperimentazioni tecniche, contribuendo a rendere gli spazi dello store un posto non solo deputato alla vendita ma anche, e soprattutto, ad essere territorio di incontro/scontro e proposta culturale.

Con PIN, Stigma lab è diventato infatti non solo un marchio di moda ma anche un luogo fisico in cui poter condividere un approccio artistico, in cui sentirsi libere e liberi di sperimentare, in cui creare connessioni con altre realtà del territorio. Perché la vera battaglia culturale la si fa allargando il campo, stringendo alleanze, facendo diventare patrimonio comune il proprio impegno e la propria militanza.

Probabilmente questo che viviamo non è più tempo di rinchiudersi all’interno di steccati ideologici, di costruire barriere difensive per proteggersi, ma ad emergere è la necessità di aprire e aprirsi e, anche attraverso la moda, contaminare la comunità. Francesca e le altre lo fanno con un sorriso schietto, con la consapevolezza che si tratta di un percorso complicato, che ci sono ancora molti sacrifici da fare, e che aprire uno spazio significa anche imparare a destreggiarsi tra bollette, tasse, permessi, rapporti di vicinato, e tante altre incombenze. Il timore di non riuscire fa parte del gioco, e se si riesce ad accettarlo diventa una componente importante, uno stimolo a fare meglio il proprio percorso e a non sprecare un’occasione preziosa. La consapevolezza è di avere accettato una sfida complessa, perché quello che c’è da fare è anche strutturare un’azienda che dia supporto a questo impegno.


Oltre che sulle proprie capacità un elemento su cui poter contare, e che sembra non mancare, è la rete dei propri contatti già strutturati e la capacità/necessità di connetterli tra loro. E la rete intorno a Stigma lab rappresenta un vero punto di forza e una marcia in più: durante la visita abbiamo avuto l’occasione di poter incontrare Selena di Atelier Verderame e Doriana e Anna di Intrecci di Puglia, che hanno già avviato una collaborazione. La stessa Fausta, al nostro arrivo, era impegnata con la personalizzazione dei grembiuli per un’altra impresa PIN appena avviata, il Bistrot Biboù di Giulia e Sofia.


Che la comunità PIN fosse già particolarmente attenta e impegnata sul fronte del contrasto alle disparità di genere e alla lotta agli stereotipi d’altra parte lo avevamo potuto constatare già durante un incontro di networking organizzato a febbraio 2022 e dedicato proprio ai temi della diversità e dell’inclusione. Un’occasione partecipata in cui le diverse realtà imprenditoriali avevano potuto condividere strategie, opportunità ma anche criticità che stanno emergendo dal loro lavoro di sensibilizzazione.

Se poi dovessimo aggiungere un’altra parola all’impressione che abbiamo avuto andando da StigmaLab, penseremmo a “respirare”, inteso come necessità di allargare gli orizzonti, di includere senza omologare, di dare aria e cittadinanza a tutte e tutti. Il respiro che accompagna la sensazione di entrare in un mondo libero, un mondo che può e deve essere più leggero. Di quella leggerezza che provoca salutari starnuti e che Calvino descrive così poeticamente nel’incipit del suo Marcovaldo: “Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre”

E se, arrivati a questo punto, la domanda continua ad essere: ma è possibile provare ad abbattere gli stereotipi e le consuetudini con una toppa cucita sulla felpa o con una t-shirt indecorosa?
La risposta, almeno per noi e per le ragazze di Stigma lab, è, decisamente, .

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Officina Chiodo Fisso: dal Carnevale e da Barcellona l’ispirazione per l’officina del futuro made in Puglia!

08 Marzo 2022 ore 08:42

Emanuele Ricchi e Alessio Verdolino hanno avviato nel 2020 Officina Chiodo Fisso, una nuova idea di officina che vuole coniugare le tradizioni del loro territorio, terra di maschere, cartapesta e Carnevale, le innovazioni apprese durante la formazione in giro per l’Europa e la sconfinata passione per la natura in tutte le sue forme, da cui traggono materiali e ispirazione. 

Li abbiamo incontrati per farci raccontare cosa li ha spinti a partecipare a PIN, come è stato portare avanti l’attività dopo la vittoria del bando e come stanno gestendo il follow up a oltre un anno dall’avviamento. 

Quando si varcano le soglie di Officina Chiodo Fisso ci si sente trasportati per un attimo in un mondo magico: sulla sinistra stampanti 3D danno vita a progetti coloratissimi, sugli scaffali si accavallano pezzi di sculture di cartapesta di dimensioni enormi, in ogni dove sbucano animali in ferro a grandezza naturale, le pareti sono ricoperte di schizzi e post-it derivanti da chissà quale brainstorming. 

I due si conoscono a Putignano, città del famoso Carnevale e città natale di entrambi, durante l’estate del 2017, perché tutti e due, per ragioni diverse, si trovano a far parte dello Staff del FAU Festival, un festival cittadino dedicato alla fabbricazione e all’arte urbana. 

In quell’estate Emanuele è già attivo sul territorio con il nome di Officina Chiodo Fisso, dopo aver fatto gavetta nei Capannoni del Carnevale di Putignano, mentre Alessio ha un suo studio di Architettura a Madrid, dove si è trasferito dopo la sua formazione tra Roma e Barcellona: conoscendosi meglio, ci raccontano, hanno capito subito di avere competenze, sogni e abilità complementari. 

Si può dire che per i due sia stato un vero e proprio colpo di fulmine: nei mesi successivi Alessio lascia la Spagna e, tornato in Puglia, assieme a Emanuele realizza un’installazione interattiva per un rinomato festival della loro città: “è stato il nostro primo progetto insieme dalla fase di brainstorming alla realizzazione effettiva, in cui abbiamo potuto unire il background di artigiano di Emanuele con il mio di designer, scoprendo che quell’accoppiata  effettivamente funziona. Da lì il nostro sodalizio è continuato in maniera estremamente naturale nel corso dei mesi, durante i quali, sempre collaborando con altre realtà sul territorio, abbiamo costruito passo dopo passo quello che vedete oggi.”.

Dopo un anno di lavoro insieme però la necessità di avere uno spazio in cui poter dare vita in totale tranquillità e sicurezza alle loro idee è diventata importante e per questo, sotto consiglio di un’amica progettista, decidono di partecipare a PIN. 

“PIN è una grande opportunità, che ognuno di noi due aveva valutato anche individualmente. Bandi come questo offrono un’opportunità anche a chi non dispone di fondi propri, ma solo di idee valide e voglia di mettersi in gioco e di costruirsi una strada, testando le proprie capacità. 

Quando noi siamo partiti lavoravamo con macchinari autocostruiti, prestati o acquistati con le poche finanze di cui disponevamo e ovviamente questo per noi era un limite, in quanto difficilmente riesci a rivolgerti ad un pubblico ampio ed esigente senza le giuste attrezzature.”.

Ma il lavoro fatto negli anni, la formazione e il background variegato di entrambi li hanno aiutati: soprattutto nella fase di definizione del progetto tutti e due avevano le idee chiare sul futuro che si immaginavano e questo ha permesso loro di sfruttare al meglio le opportunità messe a disposizione dal bando. 

L’avviso PIN ci ha permesso di far evolvere un investimento che noi già avevamo avviato: abbiamo usato ogni centesimo dei 30mila euro ricevuti per spingerci sempre un passo più avanti, affittando lo spazio che oggi ci ospita e potendo coinvolgere una serie di professionisti che ci ha guidato nel nostro percorso.”. 

Alessio: “Sono tanti gli aspetti del bando PIN che riteniamo particolarmente interessanti: sicuramente il modello del Canvas PIN, che ti costringe a lavorare per obiettivi a breve, medio e lungo termine, ci ha permesso di capire come organizzare le varie fasi del lavoro ed è un modello che adesso stiamo provando ad applicare di anno in anno.”.

Emanuele: “Ma anche l’idea che il finanziamento non sia erogato tutto nello stesso momento, ti spinge a lavorare con maggiore precisione finanziaria e amministrativa, cosa che per noi è stata fondamentale per questo primo anno di attività. Grazie ai gettoni dell’accompagnamento poi, abbiamo potuto avvalerci dell’aiuto di professionalità esterne che ci hanno guidato e supportato nello sviluppo di impresa: nel nostro caso è stato fondamentale coinvolgere un ingegnere per la sicurezza che ci ha aiutato nella transizione da associazione ad azienda.”. 

Parlando con loro è impossibile non notare quanto siano fieri e convinti del percorso che hanno intrapreso come azienda e delle potenzialità del loro progetto. 

Provenendo da ambiti di formazione molto diversi, il loro è un approccio innovativo verso il processo creativo: non si pongono limiti nell’utilizzo di materiali e i progetti realizzati sono la dimostrazione della loro poliedricità, in quanto spaziano negli ambiti più diversi. 

Oltre a dedicarsi all’ideazione e realizzazione di oggetti artistici il duo di Officina Chiodo Fisso collabora con diversi festival culturali del territorio del sud-est barese, per i quali realizza installazioni site specific, e ha realizzato alcuni progetti di rigenerazione Urbana sia a Putignano che in altri paesi del circondario.

Nonostante abbiano avviato l’impresa nel pieno della pandemia sono riusciti a mantenere attivi i contatti creati durante gli anni precedenti di impegno in associazioni e di gavetta nei capannoni del Carnevale e questo ha permesso loro di continuare a lavorare, seppur in forma ridotta, anche quando il resto del mondo si è fermato. 

Quando gli chiediamo cosa hanno in cantiere quasi all’unisono ci rispondono che il più grande interrogativo di questi mesi è testare e provare a lavorare materiali più conformi alla loro idea di sostenibilità: “È dalla fine dello scorso anno che ci interroghiamo sul tema della sostenibilità dei materiali che lavoriamo e sicuramente questo sarà un tema che porteremo con noi per lungo tempo: quest’anno vogliamo testare nuovi materiali a basso impatto ambientale provando a portare nel nostro ambiente artistico e culturale prodotti innovativi ma anche una nuova consapevolezza.”. 

Ma non è tutto: come ci dicono loro stessi, infatti, sin dall’inizio hanno deciso che avrebbero mantenuto alto il grado di sperimentazione e innovazione dei progetti e per fare ciò l’unica via è partecipare a bandi regionali, nazionali ed europei. Ed è proprio così che sono nati due dei progetti che li tengono occupati ora ma anche per i prossimi mesi: il primo in collaborazione con l’APS Venti di Scambio di Conversano, si chiama “CAOS – Cittadinanza Attiva Open Source” ed è un progetto molto ambizioso che punta ad aprire a Conversano un punto Precious Plastic, ovvero un laboratorio di raccolta e trasformazione della plastica, e a concretizzare all’interno della stessa sede uno spazio in cui realizzare laboratori legati all’autoimprenditorialità, alla progettazione europea e al design sostenibile; il secondo progetto invece è in collaborazione con il comune di Capurso per la riqualificazione di un antico edificio ecclesiastico che verrà trasformato in un museo. 

Tra le attività in cantiere spiccano anche diversi laboratori avviati con progetti di PCTO con gli istituti scolastici o con le associazioni del territorio, come iMake, associazione culturale che gestisce l’ex Macello, con la quale già lo scorso anno hanno realizzato un laboratorio che spaziava tra gli ambiti del design, dell’ecosostenibilità e della progettazione condivisa e che aveva come obiettivo finale la realizzazione di arredi esterni per l’ex Macello di Putignano, di Conversano e di Corfù. Durante il laboratorio assieme ai partecipanti si sono attraversate le varie fasi della progettazione, fino alla creazione finale del prodotto in ceramica che è stato realizzato grazie alla collaborazione con Marco Rocco, celebre ceramista di Grottaglie. 

 

Tra i progetti a lungo termine un posto speciale è riservato al Carnevale: rimane infatti la voglia di continuare a partecipare al Carnevale sperimentando nuove forme di progettazione che siano in grado di coinvolgere la comunità a più livelli e nuovi modi di vivere la cartapesta, sempre con un occhio puntato alla sostenibilità. 

Tra tutti i lavori di cui si occuperanno nel 2022 ci sono progetti cominciati negli anni precedenti, durante la militanza in associazione e questa è la dimostrazione che “se riesci ad avere una visione chiara di ciò che ti interessa e di ciò che vuoi fare, prima o poi i risultati e i riconoscimenti arrivano.”

 

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In visita da…. Mr.Sciocco: un racconto di sfide al sapore di cioccolato

28 Febbraio 2022 ore 11:10

Marianna e Stefano hanno vinto l’avviso PIN nel luglio 2020 con il progetto LatoBi, quando il mondo intero era da pochi mesi sconvolto dalla pandemia dovuta al Covid-19, e insieme hanno fondato la Mr.Sciocco srl.

Siamo andati a trovarli nel laboratorio in cui, a maggio 2021, ha visto la luce la prima tavoletta in Italia intesa come alternativa 100% vegetale al cioccolato bianco e certificata “Lactose&Milk Free” (marchio di riferimento per le persone che soffrono di allergie e intolleranze al lattosio e alle proteine del latte).

Dall’avvio il team intorno a Marianna e Stefano si è ampliato, includendo anche Chiara e Valeria Greco, rispettivamente Social Media Manager e Responsabile Marketing. Figure esterne che i fondatori di Mr.Sciocco hanno voluto coinvolgere affinché apportassero valore aggiunto al progetto e dessero un contributo in termini di competenze strategiche per lo sviluppo dell’impresa. La prima cosa che Stefano infatti sottolinea è l’importanza del team e dell’accordo di collaborazione stipulato con queste risorse esterne che si evolverà in futuro con il loro ingresso ufficiale in società.

In tal senso è stato cruciale utilizzare in modo appropriato e lungimirante anche i gettoni dell’accompagnamento PIN: grazie alla possibilità di conoscere la professionalità di Valeria nell’ambito della prima consulenza strategica, durante la quale la professionista si è entusiasmata del prodotto, è nata una passione comune per il progetto che ha fatto diventare la consulente una collaboratrice in campo marketing. Anche i restanti gettoni adoperati durante lo svolgimento delle attività progettuali hanno costituito una base per successive, e ancora presenti, collaborazioni. L’avvocato Elio Enrico Palumbieri con la sua consulenza in diritto agroalimentare è tuttora un punto di riferimento per Stefano e Marianna, che ad ogni dubbio in tale ambito si rivolgono al professionista, certi del suo supporto. Con il fotografo Fabio Ingegno, la cui consulenza strategica ha permesso di rimodulare l’immagine aziendale e del prodotto, si è innescata una collaborazione che a breve sfocerà nella realizzazione di una nuova campagna fotografica dedicata alla tavoletta. Infine lo studio dell’avvocato Maria Rita Cassone è risultato decisivo per la consulenza in ambito di registrazione del marchio, ad oggi registrato sul territorio italiano. Tuttora l’affiancamento prosegue per la registrazione a livello europeo, con l’utilizzo di un voucher all’interno dell’iniziativa SME Fund (lanciata dall’European Union Intellectual Property Office – EUIPO), e con la valutazione sull’opportunità ulteriore di una registrazione del marchio a livello internazionale.

Stefano ci tiene a sottolineare che l’aver incluso nuovi collaboratori “ha migliorato il nostro team: siamo partiti in 2 io e Marianna e adesso siamo in 5, tutti con studi e competenze diversi alle spalle!”. Poi a fine 2021, grazie alla collaborazione con l’Istituto di Istruzione Secondaria “Polo Tecnico del Mediterraneo” di Santa Cesarea Terme, si aggiunge uno stagista che svolge presso Mr. Sciocco un tirocinio di 150 ore e che a breve continuerà il suo percorso professionale come parte del team in affiancamento al responsabile di produzione.

Le acquisizioni di risorse a supporto dell’azienda non finiscono qui, perché Marianna e Stefano stanno portando avanti una collaborazione con il CNR di Lecce per un progetto legato al bando “RIPARTI: assegni di RIcerca per riPARTire con le Imprese” (attivato da Regione Puglia e rivolto a Università, Enti Pubblici di Ricerca e imprese pugliesi) di cui stanno aspettando l’esito: il progetto prevede l’emissione di un assegno di ricerca della durata di 18 mesi con attività da svolgere tra università e azienda.

Di recente hanno anche stipulato una convenzione con l’Università degli Studi di Bari per accogliere una laureanda magistrale in Scienze della Nutrizione per la Salute Umana, per svolgere 550 ore di tirocinio che confluiranno nel lavoro di stesura della tesi di laurea.

Stefano e Marianna raccontano questi aspetti con l’orgoglio di chi ha una visione aziendale aperta e dinamica, nella convinzione che ogni apporto di studi o professionale sia un’opportunità per implementare l’impresa e aprirla a nuovi orizzonti.

Un ulteriore aspetto interessante del loro percorso è rappresentato dalle opportunità che sono stati in grado di cogliere o che a breve si aspettano di avviare. Tappa successiva alla aggiudicazione di PIN è stata la domanda per il bando NIDI di cui a brevissimo dovrebbero conoscere l’esito. 150.000 euro per ampliare la capacità produttiva (attraverso l’acquisto di attrezzature e macchinari) e di confezionamento (attraverso la resa automatizzata) ma anche per l’investimento in fonti di energia rinnovabili, con l’acquisto di pannelli solari, che risponde all’idea di un’azienda sostenibile sotto più aspetti, non solo nel reperimento delle materie prime. Il team di Mr.Sciocco inoltre guarda già al “dopo-NIDI” ipotizzando la presentazione di una domanda per la misura TecnoNidi.

Ad aprile 2021 hanno partecipato al corso di accelerazione di Startup University, come unica azienda del settore food. Protagonisti nella fase 1, nella fase 2 e all’Investor Day che si è tenuto tra ottobre e novembre del 2021, hanno avuto l’occasione di presentare Mr.Sciocco e ricevere feedback positivi. Questa esperienza, ci dicono, ha permesso loro di entrare in contatto con potenziali investitori e li ha portati a decidere di avviare la trasformazione in start up innovativa, in modo da “entrare nel mercato dei capitali, posizionarci velocemente sul mercato attuale e farci riconoscere come brand”.

Tra le collaborazioni nate durante lo svolgimento del progetto e ancora in corso, sottolineano quella con AILI (Associazione Italiana Latto-Intolleranti) e con BionIT Labs, un’altra azienda avviata grazie all’avviso PIN e che si è occupata della stampa 3D del primo prototipo della tavoletta.

La tavoletta vede il suo ingresso ufficiale sul mercato italiano con il lancio dell’e-shop nel settembre 2021. E in merito alle strategie di marketing, Valeria Greco ci spiega come per un prodotto di questo tipo sia stato necessario strutturare un piano di ingresso nel mercato sia online che offline incentrato sul coinvolgimento di influencer, sull’utilizzo di freebie e di codici sconto nelle prime settimane, anche in occasione di alcuni specifici eventi o festività, per avvicinare la platea dei potenziali interessati e per spingere le vendite. A questa prima fase ne è seguita una di campagne di vendita dirette sui social network a cui presto si aggiungerà quella su motori di ricerca come Google. Le strategie messe in campo hanno permesso di assestare le vendite su un numero minimo giornaliero con l’obiettivo di implementarle ulteriormente. Sui canali social, e qui interviene Chiara, si è reso necessario andare oltre la focalizzazione sul prodotto e coinvolgere il pubblico attraverso infografiche, quiz, approfondimenti tematici: “Puntiamo alla descrizione di ciò che facciamo, chi siamo, perché siamo diversi da altri”. Queste strategie hanno permesso di raggiungere una copertura sui contenuti social di 1 milione di persone. “Adesso puntiamo ad attivare le recensioni del prodotto su Google, ad ottimizzare il sito internet e a delineare una strategia specifica per blog e newsletter attraverso nuovi contenuti e articoli”.

Se affrontiamo l’argomento dell’ampliamento di mercato Stefano e Marianna ci raccontano che dopo l’ingresso sul mercato italiano, ora stanno portando avanti lo studio del mercato estero, in particolare di quello UK, e delle specifiche richieste che ogni paese avanza in ambito etichettatura e certificazione. “La spinta a guardare alle opportunità dei mercati esteri è partita da un corso gratuito che abbiamo frequentato, organizzato dall’Agenzia ICE e dedicato all’import/export. Si è trattata di un’esperienza molto interessante e utilissima che ci ha permesso di entrare in contatto con docenti molto preparati, professori universitari o professionalità con background importanti nel mondo aziendale”. In quel contesto inoltre hanno scoperto un’azienda che si occupa di consulenza nell’ambito etichettatura con cui sono rimasti in contatto. Insomma dalle loro riflessioni ci sembra che davvero ogni occasione sia sempre preziosa per prendere contatti, innescare collaborazioni, incrementare conoscenze e confronti.

Un altro aspetto importante del progetto è stata l’acquisizione della certificazione Lactose&Milk Free a cui adesso stanno valutando di aggiungere la certificazione per il Senza Glutine.

Gli chiediamo cosa si sentono di consigliare ad altri vincitori PIN del settore food o in generale ad altri giovani imprenditori e Stefano racchiude tutto in pochi punti: Team: ricerca di professionisti che possano sposare il progetto e portare valore. Velocità di esecuzione: non aver paura di uscire allo scoperto con le proprie idee. Fare rete: appena si ha un dubbio, il segreto per quanto banale, è chiedere! Perché ti fa scoprire nuove soluzioni, nuovi mondi. Chiedere a chi ha già vissuto quel momento, a chi è più esperto di te e può darti consigli utili per risparmiare tempo!”. E qui Marianna aggiunge: Fare rete è quello che PIN ci ha insegnato…tutti gli strumenti che quest’opportunità ci ha fornito sono stati utilissimi”.

Marco poi sottolinea che è essenziale mettere al centro le richieste del mercato, ascoltare il mercato, “un’idea deve sempre risolvere un problema, se non lo fa non c’è innovazione” e difatti per la forma della tavoletta hanno testato questo aspetto: “ci eravamo fatti tutti un’idea di quella che per noi poteva essere la forma migliore ma appena abbiamo chiesto al pubblico, la risposta è stata del tutto diversa da quello che ci aspettavamo. Per questo mai fossilizzarsi su un’idea, ma pensarla in modo elastico, cucirla su misura e adattarla al mondo circostante e ai suoi bisogni.”

Questa chiacchierata ci ha fatto conoscere i tanti passi a volte decisivi di Mr.Sciocco. La sua ricetta non è poi così segreta: tra gli ingredienti anche voi potreste percepire tutta la passione, la dedizione, la forza di volontà, di questo genuino e intraprendente team pugliese! Non resta che assaggiare la loro tavoletta LatoBi.